Seduzione

Cantami, o diva, se vuoi rubiconare con le mie acque al dottore o al nascondino con l’innocenza da bambino senza farsi riconoscere, durante l’attraversamento della linea di confine tra il cielo, la terra e il mare, durante le battaglie ti lusingherò come gli strateghi Cesare, Annibale Barca l’africano e l’Hannibal filo-cubano contemporaneo.

Con pudori senza veli per riflesso ti specchierai nelle mie dolci acque in attesa della luna meretrice ancuta e asciutta come il colosso di Rodi, mi arrancherai senza bagnarti le poppe e i piedi per la gioia di posare con me stasera. L’iniziazione è lontana da logiche di mercato e di potere, e dalle barbarie filosofiche e teologiche causa del male del mondo. Il veltronismo e il berlusconismo sono due teste della stessa medaglia coniata dal terrorismo di Stato.

All’alba di tempi migliori ti inietterò un paio di idee nuove da terza generazione. E diventerai giornalista dell’arte motoria e scienziato sportivo cogliendo l’attimo come il gaudente dio Baal, troverai, amante e marito, l’apoteosi in riva al mare da Cesenatico al porto canale dell’omonimo campeggio il Rubicone, dimora estiva di Annibale cammellato.

Apoteosi

Ero bello pulito e imponente come la prima volta, per questo affidabile, perché le sponde verdeggiavano come camere di lusso un tempo adorne di canne e di fiori intrecciati al profumo dell’erba scalfagnina riconosciuta da Ulisse come la sottana di Penelope e della puberosa Nausica. Per accelerare il ritorno alla normalità del cosmo basta tendere l’arco come Ulisse e abbattere i centootto pretendenti di Penelope e i politicanti pretendenti dell’Italia nostra.

Perché la terra è di tutti quindi anche nostra: “la vita è mia”, come recita la poesia di Virginia Murru di Tiscali Supramonte. Come gli argonauti e il vello d’oro distante Mille Miglia dall’omonimo ristoro sulla statale 26 di Sarre dove Annibale ridotto a mangiare bacche e uva spina nell’antro del sottobosco nel Giardino del sole coltiva stelle alpine ipnotizzato da due esseri speciali che vivono tra le Eriche come due spiritelli protetti dagli dei, che di notte colgono quintali di bacche di mirto maturo da pigiare e distillare per l’ubriacatura finale durante il convivio letterario. Alla festa della qualità dell’aria la neonata Rebecca e Nicole con il profetico Aaron e Elia reciteranno la commedia umana di Honoré de Balzac.

Aosta, 15 dicembre 2008

Annibale

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