Progetto Nemesi

L’uomo italico è diventato uno strumento elettorale veicolato dai villani bovari che hanno responsabilità nelle amministrazioni “comunali private”, provinciali e euro-regionali azzurrine. Amanti del baratto e del baratro, perciò pericolosi e dannosi alla salute pubblica e al vivere civile e alla Legambiente che è la meridiana, o il meridiano Mondadori, del sociale e degli amici della terra e della prossima generazione che ama la qualità dell’aria e la musica rock. L’hard rock è resistente al neofascismo al Vaticano alle guerre vaticane e al sangue blu dei filo nazifascisti ariani e dei riciclati lobbisti finanziari e sterminatori di denaro pubblico alla valdostana, da restituirsi da qui a poco al nuovo mittente RESISTENTE, durante e dopo il botto del Capo-danno del paese dei referendum.

Acclamati e leccati da abili parlatori, parlatori calzati da sarti senza mestieri.

Osceni inquilini di Palazzo senza balconi con la stessa accidia pigrizia di Oblomov.

Per questo il “terrorismo fisiologico” all’alba vincerà. Con gli scapigliati di ieri di oggi e di domani, quindi: l’anarchismo alla Bakunin è percorribile. Occhio ai sorvegliati speciali quali sono le nazioni Spagna Italia Grecia e Turchia, parenti poveri dell’Europa del sol dell’avvenire.

“Mia cara moglie”

corri anche tu dai compagni cosacchi musulmani e spara, spara per difendere il meglio dei Partigiani della Brigata Monterosa Resistente al nazifascismo e caduti per la mia – tua – nostra libertà.

Libertà deprezzata dai voltagabbana nei partiti maschilisti e floreali che non più tardi di ieri, per non fare una bandiera della Resistenza e dell’antifascismo, ne hanno fatto una pezza da piedi. Quelle armi erano nostre: la pallottola è in canna, finalmente si spara, si spara nella bufera dei telegiornali, nel mercato delle opinioni tra gli spalti e gli empori chiusi dopo la bufala del G8 del 2009, perché agli otto grandi manca la volontà e l’intelligenza per azzerare la fame e la sete nel mondo sottosviluppato.

Per questo si spara all’uccello dell’Aquila imperiale, uccello del Padreterno di passaggio al momento clou nell’immaginario del grande Melville: in pieno oceano all’istante venne inchiodato come la bandiera americana sull’albero della chiatta del folle Achab in Moby Dick durante gli ultimi tre giorni della caccia spietata alla balena bianca. Analoga la cattura dell’iracheno Saddam Hussein, fatta salva l’incolumità degli altri dittatori come Pinochet, uguale caccia alle farfalle stregate, boomerang dei telegiornali. Come il meglio del peggio recitato sapientemente dal mio maestro di teatro Valeriano Gialli alla ricerca del nostro est-ovest.

Il mio est è la libertà assoluta nel palinsesto dell’anarchismo annibaliano raccontato da immigrati del sud che hanno fatto casa altrove fustigati dalla giustizia penale metafisica crociana valdostana… ben lungi dal diritto positivo normativo scientifico di bobbiana memoria, da chiosare in tutte le forme viziate probatorie dei centocinquantamila codicilli giudiziari italiani.

Come il cortocircuito che scatta nel racconto che segue: il restauro antropologico del castello lituano del conte Lecter, dimora del piccolo Hannibal Lecter come descritto da Thomas Harris.

È la norma! direbbero i congiunti parcellosi del contenzioso museo della memoria degli errori e orrori descrivibili nella villa in collina… museo di Vignoles, Italy.

Il prossimo racconto spazierà dall’editto di Costantino al G8 dell’Aquila del 2009. Gli otto grandi si incontreranno a nostre spese e per lucro degli organizzatori, per contendersi l’uccello dell’aquila di Melville.

Tra la Quiete e la Pietas del leone del deserto, basta un cannone tra le dita per dichiarare la guerra alle guerre di occupazione in medio oriente.

Con l’altolà del beduino leader libico Gheddafi che conclude parlando agli studenti di storia camuffato dagli stessi bulli dell’Università la Sapienza di Roma che con le nasche storte la chiesa di Don Gigi Iuliano calabro dovette ammettere la scoperta astronomica di Galileo Galilei.

Maschere dopo maschere

Si smaschera il volto umano di lontanissimi attori dalla grecità ariana alla Guantanamo di Cuba.

Allò Presidente Ugo Chavez, a chi tocca lo scettro della libertà che è di tutti? da Pechino all’estrema Città del Capo famosa per il cardiochirurgo Barnard per la salute del mondo: no alle ingerenze straniere, sì ai Medici Senza Frontiere, da fare il giro del mondo come le immagini in web, e apro ai miei fans calabro-svizzeri. Ricognizione dal Dente del Gigante del Monte Bianco come i capelli dell’espressionista detto il Serrastretta valdo-calabro Hannibal Lecter “Loscia”.

 

24 giugno 2009

www.annibaleanarchico.it

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