La zingara, la rana nera e Silvio B.

La zingara, la rana nera e Silvio B.

La Valle d’Aosta da meridiana di Carema a decrepita Signora delle Alpi. Per non avere dato mai a un figlio tuo diritto di tribuna per trovare refrigerio al grembo tuo. Partiti come marinai per un domani tornare graffitari antifascisti e laureati comunisti studiosi biologi pediatri architetti cantautori e teatranti, e archeologi, e soprattutto astronomi perché studiando le stelle si capisce meglio la storia degli ominidi camuffata da pastori d’oriente e d’occidente per detenere il dominio dell’uomo sull’uomo ancora adesso, 2008 anni p.B. (prima di Berlusconi) unto dal Signore. Come schiaffo ai moralisti cattolici insorgono gli anarchici, perché di questi c’è bisogno, per liberare il paesello di Augusta Pretoria da sindaci esattori e sceriffi e dai prefetti imperatori, applauditi solo dai reporter veline del Palazzo e dai preti miliardari e dai medici passacarte e irresponsabili e come no! anche dal vescovo buono, buono per la truppa e per i bravi di don Rodrigo. E io mi gusto il DVD Furto in Cattedrale di Patrizio Vichi. E che dire dei saltimbanchi del nuovo senatore melico Antonio Fosson, capitano dell’esercito di Dio e della sua maggioranza che tra illeciti e mugugni sostengono i famigerati cantieri mangiasoldi e l’assurdo restauro dei sotterranei anticamera dell’inferno quali sono il vecchio ospedale Parini di Viale Ginevra di Aosta, inampliabile e irraggiungibile nel prossimo futuro.

A contrastare la mentalità dei Leoni Rampanti è stata la consigliera Dina Squarzino che li definì una classe di maleducati, questi nevrotici riconoscibili tra i Lombrosi da esibire al Louvre di Parigi, alla Biennale di Venezia, e dal ricavato costruiremo un nuovo centro sanitario riunito in questa bella Città Romana.

E’ chiarito dalla storia che il mondo può farsi a meno anche dei faraoni salassi e di quantaltro non gli torna. E gli Dei Mani approverebbero. Diversamente la rana nera li coglierà nel sonno e con la lingua e i porri maligni gli tormenterà il prepuzio in scena aperta. E’ bene vero che dietro lo scherzo e l’ironia divertita resta il timore del confronto con gli abitanti di Carema e dell’Europa.

E LA LOTTA CONTINUA ALLA ERNESTO GUEVARA

All’indignazione di Annibale per la piovra, il senatore corse a Roma per chiedere rinforzi, profumi e balocchi per sé, e cavalli per la legione dei fratelli Cali-gola, prima che la nave dei desideri affondasse con tutto l’equipaggio rosa. Le poche addette alla custodia del classico vaso di Pandora, sigillato nel museo dei Mali in quell’isolotto di mattoni rosso vinaccia di viale Maquisard, Aosta, paese questo del commissario eroe Camillo Renzi, uomo meridionale e pulito e catturato per rappresaglia dai fascisti e spedito ai campi di concentramento, disperso sotto le macerie di Auschwitz un attimo prima che arrivassero i carri armati sovietici dell’Armata Rossa per liberare i superstiti del nazifascismo nel 1945. E in pari data anche Serrastretta ha avuto il suo partigiano, Giuseppe Nicotera detto Gino, come suo figlio mio compagno di scuola media, morto ammazzato intento a raggiungere i compagni in montagna per liberare l’Italia e la Valle d’Aosta delle canaglie fasciste allevate ancora adesso dal renatismo calabro di Serrastretta e dal berlusconismo coatto.

Ancora adesso la situazione non è cambiata completamente: la lotta e l’assassino sembrano il destino dell’uomo satellitare. La zingara guardando le stelle ha profetizzato che la caduta dell’Italia di George Bush e dell’isolotto Salasso di via des Maquisards ad Aosta è segnata dal cielo col parapendio, per indignazione del costume reiterato dei nipoti dei Salassi che da poveri oppressi sono diventati accaniti oppressori anche adesso nella giunta regionale Rollandin. E botte agli sfrattati, ai pensionati sociali e ai vinti, per contendersi la bella autonomia, privilegio per pochi, che Roma concede a denti stretti, senza che gli ammessi al ballo dell’imperatore rispondano dei loro atti. E la Polizia li sta a guardare, come dire: un giorno o l’altrr la scheggia impazzita farà giustizia.

E’ responsabile il giudice di pace per il reato di induzione al suicidio. E qui non ci piove, direbbe l’avvocato Nevio Prelle di Pont-Saint-Martin, delegato ad applicare le leggi per mancate udienze e codicilli vari. Di spalla, il nuovo difensore civico Flavio Curto che come un bambino è rimasto col giocattolo rotto in mano, uomo che potrebbe chiudere la partita con un pareggio di conti tra Hannibal e l’avvocato del maggiore ente regionale, i tre avvocati nell’ impresa ardua non disponibili a recitare il ruolo di don Abbondio come in un nuovo romanzo manzoniano stile Hannibal Lecter. La piccola editoria sta attenta al vizietto di reclamizzare un diritto come un favore.

Un terremoto alpino scuoterà l’Italia

Un terremoto alpino scuoterà l’Italia e l’Europa dei Papi, perché essere ricchi non è un reato, basta pagare il giusto come Beppe Grillo.

Tutto qui il potere del leone rampante, triste, ferito dalla storia che ne consegue per l’ostinazione caparbia di tentare di voler ridurre come una bertuccia anche un pretore d’assalto o il Questore di Aosta, e il terzo giudice di pace che non c’è in quest’isola felice, a stento sopportata dai servizi segreti quando il longilineo dott. Grasso del Consiglio dei ministri di Aosta potrebbe chiarire e recitare il testo di Hannibal e in archeologia l’imprenditore Archeos per saperne di più.

Userò le zanne degli elefanti per non fare la fine dei desaparecidos per aver svelato la “Cosa” di montagna, definizione fatta dal giudice di Torino Mario Vaudano. E si fasceranno la testa da soli prima dei punti di sutura craniali, e come mummie li adageranno al museo dei folli nel sito archeologico meganeolitico nel rione di Saint-Martin-de-Corléans, allineati come stele con precisi riferimenti stellari. Almeno non faranno altri danni all’ambiente e alle persone e serviranno a qualcosa di utile tra l’incognita e il delitto perfetto senza irritare il comandante del RIS di Parma, figlio d’arte Luciano Garofano dopo che a Courmayeur lo scorso ferragosto ha letto il libro d’autore Annibale anarchico attore che gli diedi. In cambio mi firmò il suo libro della serie delitti imperfetti. Sorvolando la perfezione di Lady Macbeth e il coraggio del magistrato De Magistris della procura di Catanzaro, lo svelatore di verità nascoste, per questo graffiato e accerchiato da presunti comandanti forestali e dall’esercito di Dio che vanno avanti come montoni senza valutare il danno alla democrazia a rischio di nuove marce su Roma durante un temporale col pretesto forestale di spegnere un incendio simulato dall’attuale sindaco Alemanno. Bella roba è Comunione e Liberazione. Liberarsi da chi? Forse dalla lama della democrazia? Forgiata e cesellata anche dai comunisti togliattiani per un non ritorno al passato?

Al grido del Premier “Alzati, Italia!”

L’Italia si alzò e ci schedò come zingari e ci intubò come cavie per esperimenti medici come nel passato nazifascista. Attenti ragazzi, tutto si svaluta tranne che l’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht che a congresso mi ricorda la compagna tatuata Gabriella Manganoni dei Comunisti Italiani durante la proiezione di Mackie Messer.

Le Veroniche spostano il sudario per togliere meglio le spine comuniste dal cuore dello statista Silvio, il kapò si è pugnalato da solo per scongiurare Bruto anche tu figlio mio di Giulio Cesare. Il Papa come i marescialli fanno il loro mestiere. Anche gli anarchici facciamo il nostro mestiere all’occorrenza, perché i giovani e gli anziani abbiamo diritto a una vita dignitosa e senza servilismi clericali e santi e zar e padroni per una migliore identità teatrabile.

Lo scrivere come un temporale estivo

Lo scrivere come un temporale estivo e terapeutico anarchico e sovversivo come risposta al rullare di radio Padania libera e di Radio Maria di Padre Livio. Diventare carne è servito solo per rincoglionire l’umanità e per non far crescere e per non far sognare viaggi andalusi. E muoio zingaro perché credo a modo mio!

La verticalità non è delle scimmie

Da che mondo e mondo la verticalità non è delle scimmie. Per questo i nostri governanti Bossi Fini Berlusconi e Rollandin scimmiottano per imitarle, scandalizzati i loro stessi elettori, coercitivo l’appoggio al governo del Popolo delle Libertà e della Stella Alpina, che non c’entra niente con le scarpinate degli Alpini. Presto si tornerà alle urne. Via un sindaco Imperatore, avanti un altro al Comune di Sarre, Roberto Vallet, che farebbe bene se mandasse gli psichiatri ai locatari malati di soldi e benestanti. Anche i ristoratori si lamentano di questo turismo assistito.

In Valle d’Aosta ci sono più Carabinieri, assistenti sociali e oche che in tutta la Liguria.

Processatemi e sparatemi al petto se non è vero. Ma non impiccatemi in una prigione di Stato come Gaetano Bresci che sparò al Re nella convinzione di avere sparato al sistema oppressivo per sempre. Sono un attore, sono la voce della verità. Sono un militare, disse Saddam prima dell’esecuzione stupida e inutile, e il terrorismo ideologico che fa guerra alla guerra non si placa.

Riflessione

L’antropocentrismo dell’autore-editore sta dentro le parole, per chi sa sgusciarle con cognizione di causa, aggiungendone delle nuove alle pagine da salvare. In sintonia al corpo umano che non sa mentire di fronte allo specchio della coscienza, come durante il testo da recitare alla Goldoni per gli Dèi Mani. Rito funereo di apertura incantesimale e trascendentale, impresa ardua solo a teatro per chi ama giocare con le figure in quanto natura astratta e figurativa concepibile solo nella Commedia dell’arte e nei luoghi dell’attimo fuggente assai cari e amati da Luce “teatro” Prola. Frammenti di riti in linea con la sovraintendenza Prola e l’archeologia dell’anima abbronzata dal calore umano di Linda e Tommaso Cappa, con Sara, Marta e Andrea, con i miei congiunti Fabiana e Francesco Palumbo di Roisan.

Aosta, 14 luglio 2008

www.annibaleanarchico.it

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