Ferragosto 2008 (I)

Da luglio a settembre parodiando dal Cervino alla bella Russia e dal Mar Nero alle montagne di sale del libro e del mare del Ravennate, attirato dalla scia di una sostanza luminosa al di sopra di ogni oscurità mentale e di ogni giornalismo di facciata stravagante e ambiguo. In prospetto la voglia arriva al mare per nutrirsi di letteratura, la letteratura comparata in questo triangolo rosso tosco-emiliano-romagnolo e aggiungo etrusco. Determinato il perimetro del filo rosso, in un barcone trovi sempre da leggere e la soluzione investigativa di tutti i misteri risolvibili dai bambini da tre a undici anni a cavallo di due secoli crudeli e bugiardi se non proprio razzisti. È qui che mi gioco la cena stasera.

Tutti i bambini sono poeti

quando allattano al seno

aperto come un libro

da leggere da grandi

per recitare la poesia del silenzio

ad alta voce.

Questo è il teatro del futuro.

C’era una volta un muro tra il fiorentino e Beatrice, valicabile solo con la fantasia, dopo aver parlato come Ulisse con le ombre dei morti. Addirittura ci riesce il poeta contemporaneo Tonino Guerra, giornalista comunista deportato filorusso e soprattutto scenografo di fama internazionale. Da oltre sessant’anni scrive per i più grandi registi del mondo, da De Sica ai fratelli Paolo e Vittorio Taviani, Francesco Rosi, Theo Angelopoulos, Andrej Tarkovskij, Michelangelo Antonioni e Federico Fellini. Michelangelo dopo quell’11 settembre è da considerare il più grande regista anticipatore. Fellini, testardo come un mulo, ha dovuto morire perché la bugiarda signora Stampa comunicasse a noi quanto era grande Federico da vivo.

Io c’ero alla fontana dei salinari di Cervia quella notte del 10 agosto 2008, alla presentazione del libro Hanna, Fou e il mistero delle saline. È un libro d’avanguardia per bambini di Maria Beatrice Masella, e dopo una dedica e una stretta di mano con l’autrice del libro, è stato come se mi avesse preso e catapultato oltre la foce del Rubicone. Accampato sotto le stelle per un lungo dialogo con l’anima dei pescatori e ambientalisti curiosi e vogliosi di apprendere da me lezioni di rafting a remi per poter esplorare luoghi remoti e scoprire civiltà lontane dal cemento armato che ha sottratto terra al bosco e al mare. Scempio! Per dare più spazio al cimitero dei vivi – locuzione marcata abusata e chiosata ma che ci accomuna e caratterizza nel tempo e nei modi di vivere oggi da Tokio a Miami. Per questo mi cadono le braccia e i remi come all’equipaggio di Ulisse durante l’intrattenimento dei mangiatori di loti, ma non abbandono la regia fluviale per immergermi nella difficile arte della scrittura per bambini. Non ci riesco, perché sono scarso in pedagogia applicata e cedo al canto ammaliante della sirene fluviali. Ma prima che perdo la memoria e che mi sono districato da queste novelle cubiste di colore, insisto a dire che al Caffè letterario e al Pangolo lo gnostico del verbo Fosco Maraini avrebbe detto “Grazie Beatrice”. I bambini pur di parlar di loro ti scriverebbero un biglietto lungo dieci chilometri come dal Porto Canale di Cervia al Porto Canale di Cesenatico.

E insisto: i bambini quando sanno troppo di noi sbirciano come i gattini del primo giorno di scuola, con un occhio all’educando e con l’altro dove trovare un posticino caldo per mangiare, giocare, dormire e lavarsi le mani. I più grandicelli, quando avvertono un pericolo, un’insidia degli adulti, allora il giorno dopo fanno capannello. Ben nutriti con uova e latte della loro capretta, vedono i pericoli con gli occhi del loro cane, annaspando scansano l’esca e sanno come scatenare i sistemi immunitari. Ma da soli non bastano, allora chattano o col telefonino avvertono gli amichetti più grandi e questi chiamano la Polizia. L’erta avviene in circostanze vulnerabili e la Digos arriva in tempi reali e arresta i tranellatori e anche gli spacciatori e i pedofili. I genitori sono sempre gli ultimi ad arrivare perché sono impegnati a tempo pieno a inquinare i fiumi e il mare, e la sera sono intenti a guardare in televisione l’ultima puntata del Grande Fratello per vedere come va a finire. Quando i bambini eroi tornano a casa, i genitori, infastiditi dall’episodio, fanno tana sotto il letto per fare altri figli meno spinti, più coglioni e più servili al sistema. Gli operatori di Legambiente tra sport e cultura, ne sanno qualcosa di questi genitori distratti ai bisogni dei loro cuccioli. La Chiesa ha fallito due volte: il futuro è adesso, non domani.

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