Controspionaggio

Controspionaggio:

Guarire il mondo malato di religioni. Parole di Dacia Maraini.

 Gentilissima Simba,

il mondo scricchiola e il pianeta è in gioco perché in mano a potenti irresponsabili. Giornali e televisioni fanno il resto. Il politico lo paghiamo noi, per risolvere i problemi; invece chiede più soldi per mantenere la lupa negli alberghi romani, a tanto arriva la sua onestà intellettuale e la sua religiosità malata.

È grottesco, tra il serio e il faceto non disdegno l’insalata russa, diffido della zuppa inglese e l’hamburga americana, perché col profitto di questi cibi spazzatura sovvenzionano le guerre. Non ci sono state guerre giuste in Europa, tranne una: la Resistenza al fascismo e al nazifascismo di Hitler e Mussolini. Lo ha detto l’ex deportata bambina, non più bambina, scrittrice modesta e appassionata di teatro Dacia Maraini, a Milano Marittima, durante il weekend letterario alle prese con la presentazione del suo libro I giorni di Antigone. Quaderni di cinque anni, che ho acquistato e me lo sono fatto firmare dopo averle chiesto se ha mai scritto un libro sulla sua infanzia vissuta in campo di concentramento in Giappone dopo gli anni bui dell’asse Roma-Berlino-Tokyo. La sua risposta è stata immediata: “Non ancora. Ma prima di morire lo farò”. Grazie, capisco, è doloroso, è meglio rimandare, è scritto nel cuore di una bambina non più bambina. Tutti i sogni nel cassetto si avvereranno prima che il cuore batta lento al petto arreso. Arreso ma non vinto: si arrende il cuore, ma il mito dei ribelli non finisce mai: la pietà di Antigone, la passione di Fedra, il tormento del Minotauro, il pentimento di Edipo, la verità non creduta di Cassandra, la nostalgia di Ulisse, e via via fino a noi il materialismo di Niccolò Machiavelli, l’eroismo di don Chisciotte, la seduzione di don Giovanni, l’anarchismo di Gaetano Bresci, l’ottimismo della volontà di Antonio Gramsci, lo straniamento di Bertolt Brecht, la bravura di Ernesto Che Guevara che chiude il cerchio e resta sempre il medico della rivoluzione ucciso da un balordo militare perché voleva guarire la malattia dei popoli.

 

Mentre gli occidentali siamo esseri speciali, continuiamo a credere ai miracoli di Padre Pio di Montalcino, alla Trinità e al tesoretto di Prodi, al miracolo economico che ci sta portando dritti dritti ad altrettanti campi di concentramento. Altro che ammazzare tutti per ammazzare i terroristi con il pretesto della guerra preventiva, adesso tocca a noi, occidentali, condividere il teorema orientale, con il rischio della guerra atomica una volta per tutte. Questo è l’uomo moderno, imbonitore, paranoico, nel paese dei giudici intoccabili, pedofili intoccabili, marescialli forestali calabresi intoccabili con undicimila stagionali aspiranti piromani se la Regione non gli rinnova il contratto. Intanto la Calabria e la Campania bruciano più di tutto il resto dell’Italia. Come mai? Chiedetelo al giudice del lavoro o al magistrato di turno. E di denunciare le lobby mafiose della parassitaria comunità montana.

 

Io so cosa rischio per avere parlato troppo, anzi, che ora è? Sono le venti e trenta del 19 luglio 2007, caspita, domani mi scade il biglietto per tornare alla base alpina dopo una scorpacciata di parole con chi lavora con le parole e scrive di teatro. Ammonito dal grande Nettuno, puntuale come la folgore, lascio la terra con l’anima, l’Emilia-Romagna, terra del sale, del sole, del mare, del libro e degli anarchici. Per scongiuro tocco le corna alla cerva di Cervia e viro a sinistra del mare, per planare nella splendida colonia penale quale è la bella Augusta Pretoria dell’arco alpino. Ritiro la posta e fisso un appuntamento con l’avvocato Nevio Prelle con studio a Torino, a Ivrea e a Pont Saint Martin. Questa volta me l’hanno fatta grossa i kapò, se è vero che due imperatori nella regione più piccola d’Italia sono di troppo. Avvertire la magistratura è come fare un buco nell’acqua. Comunque il mio avvocato Prelle ci prova, non si sa mai, la taglia è alta, o cade la mia testa o quella dei kapò, da denunciare per induzione al suicidio per l’intrigante legge regionale 19/1994 articolo 3. E se l’avvocato virtuale francese Patelin arricciasse il naso o si lasciasse intimidire di quattro manipolatori dei più bisognosi aventi diritto al minimo vitale della legge  19/94, allora passerò le carte  sentenziose all’avvocato Carlo Taormina o chi per lui per portare davanti al giudice di pace. Dopo il “Processo Cogne”, Hannibal, l’anarchico dell’arco alpino, planato in questo pianeta senza passaporto, con un solo delitto reiterato: il Doit. E non ho paura delle api, non ho paura della morte, mi nutro del polline della poesia e del recitato dell’attrice Alessandra Celesia, la bella Antigone del Gran Paradiso. Il costo e il risarcimento ammontano pressappoco a centomila euro più le spese e senza rinvii, o il giudice di pace valdostana diventerà protagonista della tragicomica commedia umana.

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Se i miei avversari godono di buona salute devono ringraziare il dentista dott. René, che sono suo inquilino da oltre 15 anni. E un grazie anche alla novantesima campionessa mondiale calabro-valdôtaine di Soveria Mannelli, la tennista Nathalie Viérin.

 

Aosta, 9 agosto 2007

Annibale Molinaro

 

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