Annibale, il Rubicone e le romagnole (Ferragosto 2008 II)

Annibale, il Rubicone e le romagnole

L’emozione è più forte e più sincera, o diva, se come la mantide religiosa ti spingi un po’ più avanti per osservarmi meglio da vicino.

Per te questo e altro, mio principe intabarrato. Ascoltami, anima bella, io non sono il vago Amleto né il moro di Venezia e neppure l’ornitologo del parco della Sila. Sono il tuo Narciso Show, sono il tuo Rubicone. Ciao, Annibale.

Con un nome così di origine punica e di matrice classica storica e letteraria, non mi avrebbe fermato il senatore dell’esercito di Dio, figuriamoci l’imperatore Augusto valdôtain, tranne il suono dei lemmi delle canne al vento di questi lidi romagnoli in concerto con libri in ogni stanza d’albergo come in un mare di farfalle e di libellule azzurrine che armonizzano con i cristalli di sale fiorito gemmato quarzizzato. Vagabondando tra le rotonde dei pini, le terme e il parco attrezzato delle saline con i cervi e le cerve veraci, uno zoo naturale vastissimo tra stagni, canali d’acqua e isole di canne intriganti e in estinzione che fanno da paravento nella spettacolare fontana-simbolo dei Salinari di Cervia-Milano Marittima.

Questa fontana, alta circa 60 centimetri, perché schiacciata da un lenzuolo 6×3 in un mosaico zigrinato vetrato con sopra due mucchietti di sale e la forma fetale, è stata voluta e creata dall’autore scenografo Tonino Guerra di Romagna, che alla fine della presentazione dei suoi due ultimi libri Odiséa e Arrivano le donne, al momento clou mi ha emozionato quando dall’anfiteatro naturale già luogo di appuntamenti culturali all’aperto tra il porto canale di Cervia e il Magazzino del sale e al centro dell’aiuola la fontana- simbolo che sgorga poesia e teatro per i giovani amanti delle cose belle che a iosa l’Italia e la Russia posseggono. Il resto non sono nientepocodi meno che americanate, avrebbe detto Hemingway, gustando un bicchiere di sangiovese. Con un po’ di attenzione alla rassegna dei burattini che arrivano dal mare per allietare la serata nei viali della rassegna Maggio in fiore, il poeta Tonino Guerra chiuse la nottata di Ferragosto 2008 con una bella stilettata romantica: tra i convenuti esterna il desiderio che morirebbe felice se le donne trovassero un filo di tempo per leggere un libro ogni tre anni. Parole sante da chi offre verità, non dottrine; vita non letteratura; candore e realismo scettico come Montaigne e Shakespeare spiegano.

E io immune dal peccato originale della fantomatica prima coppia, da buon calabrese mi trastullo di citare la Città di Cervia che fa rima con Cervi e Fernandel, due personaggi tipici del romanzo che in 20 milioni di copie immortalò l’autore parmense Giovannino Guareschi, uomo di destra antifascista antidegasperiano per scelta, e arrestato pure. In pieno dopoguerra e per la pace dei sensi ci lascia l’opera del “Don Camillo e Peppone”. Addavenì, addavenì Baffone! Col tridente come Nettuno per chiudere due conticini con i pivelli di Voltaire dell’Albalonga, la Roma dei capi e degli intrighi, roba da Lega Nord contro Lega Sud. Ci vedremo alla nuova Cartagine, paisà, per sincerarci in che mani siamo incappati in questo 2008. Hasta la victoria siempre per ristabilire l’ordine del cosmo e quant’altro c’è da epurare dalle sorgenti del Piave alla fiumarella degli inferi. Come Cristoforo il Santo col bambino in spalla che doveva arrancarlo dall’altra parte del fiume con i cavalli del pelide Achille arriva prima lei, la pasionaria, Carmen La sorella (“chi non salta Berlusconi è, è”) con i cavalli sellati e firmati con il bisturi dello psichiatra Massimo Picozza e la giornalista Isabella Bossi Fedrigotti che con la famiglia di Guareschi aprono a Cervia il cartellone letterario 2008.

Naturalmente sulla biga contro corrente come Zvanì dal vivo a testa alta irrompe Carmen all’Agorà e ci racconta di Ungaretti, di Mario Luzi e di Giovannino Guareschi. A fine nottata risale sul cocchio, sprona i cavalli ferrati e sellati da mani esperte, Carmen ci lascia ricordandoci che se ce l’ha fatta il vecchio Cristoforo ad attraversare il fiume con sulle spalle il bimbo, i giovani possono farcela a risalire la china resa impraticabile dopo Enrico Berlinguer. O anche di Berlinguer vi siete dimenticati! Maledetti!!!

Il mondo moralmente va a sinistra e qui in Italia in pieno terzo millennio in campagna elettorale si riesumano i morti camurriati e si mostrano le spoglie del Papa dopo la tarantolata di Padre Pio da Pietralcina.

Per equipaggiare gli elettori da quelli lì, i comunisti che mangiavano i bambini, e le grandi editorie hanno suonato le campane a colpi di giornalismo e di cammurriate. Si sono autoequipaggiati a destra del loro padre Benito onnipotente Mussolini, Benito Silvio, Benito Guazzaloca, Benito Empereur di Sarre. Questi beniti vivi o morti andrebbero processati regolarmente altrimenti Hannibal dell’arco alpino passerà la carta di Chivasso al Tribunale del popolo che dopo la sua cattura o dissoluzione andrà avanti con questo manoscritto. È come averlo già fatto! E la lotta continua o non c’è più niente da fare. Al canto del galletto valdôtain i fiumi romperanno gli argini per l’eccessiva tara giudiziaria, perché non si può consegnare l’antifascismo e l’Italia agli inutili idioti. Taci ledatore: cucù lo fai a tua sorella, imbecille! O la grande Europa con Belgrado capitale o morte. E che Napolitano ci perdoni l’ultimo quarto d’ora. Le squadriglie aeree hanno obiettivi precisi. Chi viene da lontano va lontano, solo se sviluppa prospetti concreti e democratiche partecipazioni, Il cammino letterario e già intrapreso con personalità della struttura di Dacia Marini, Tonino Guerra e Giuliano Carema e Maria Pia e Faletti e Gaetano Lopresti colonnello medico degli alpini. Al convivio letterario erano presenti Diego della Palma, Gian Antonio Stella, Manfredi Pellizzaro e Sergio Zavoli di Ravenna, con il sorriso sulle labbra Pino Aprile, tutti autori di libri da leggere.

E per concludere con frutta di stagione, latte e miele, che non guastano mai nei convivi letterari da quando il miele è considerato dai greci insieme al vino e all’olio cibo degli dei e in quanto tale sacro – da ricordare che nelle valli del Nilo da oltre 3000 anni empiricamente il miele veniva prodotto nei copiglioni di sughero, le comuni arnie in loco e niente cose turche: ognuno mangia quello che produce e ricordo un adagio: prima mangiare poi filosofare. Altrimenti che ci sta a fare il giornalista scrittore Carlo Cambi nell’enogastronomia di qualità agreste e negli agriturismi letterari romagnoli. E concludo con un abbraccio alle stiliste del 53esimo trebbo poetico e due abbracci a chi legge e a chi approva al ritmo della “Vittoria della Montagna” diretta con apoteosi dalla primadonna romagnola Roberta Ferri, maestro della banda musicale del comune di Cervia, Città delle cerve, Città per la pace, Città giardino e delle dimore storiche balneari, Città aperta di origine greca con appena trentamila abitanti e trecentomila nel periodo estivo, nulla togliendo a Venezia, a Sorrento, a Calabria mare con il Capo Colonna, Capo Vaticano, la Sila e Tropea e a Taormina e la Valle dei templi della bella Sicilia con Erice e San Vito Lo Capo, a finire con la coltellata di Bagheria.

Dopo un mix di cose belle e utili, per uscire dal guado, un lupino amaro come il chinino a chi ama leggere breve breve come le ricette mediche.

E due lupini amari e chi non ama l’Emilia-Romagna, Firenze, Pisa, Bologna, Ravenna, Venezia e le triestine e i siciliani.

E tre lupini amari a chi non aderisce al concerto con i volontari del gruppo Emergency Forlì con il primo cardiochirurgo che opera al centro emergency in Sudan dottor Enrico Donegani. Al concerto non mancano i giovani strappacapezza di Forlì con le loro chitarre anarchiche denominati Araba fenice, roba da Charleston. Aiutiamoli, per Dio!

E quattro lupini amari a chi non ama la canzone napoletana, la poesia del sud Italia e i componenti della cooperativa bagnini del Senegal … cervese.

Allegria allegria paisà con la svolta del mondo a sinistra democratica, prima che arrivino i Caramba, paisà, arrivederci a Ferragosto 2009 e 2010, due volte mille.

Hannibal Lecter Molinaro

www.annibaleanarchico.it

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