Viviamo in un mondo che non vogliamo

Siamo oltre la ragione.

Il narratore annibaliano vuole dimostrare agli Antropologi Sociologi e ai medici di famiglia, ridotti a notai dal potere, come la combinazione di fatti e misfatti ripetuti diecine di volte a un soggetto, uomo o donna che siano, portano allo squilibrio psicofisicomentale che accelerano il processo al tumore al cervello, al crollo dello spirito e da qui la peste nera senza il contagio, all’infarto, ictus ed al suicidio. Endemia cronica figlia del benessere e del codice morale tipico italo valdostano che da millenni vive nell’osmosi tra verità e menzogna tra lager e casematte per scivolare a caserme e prigioni come prime accoglienze nella angoscia della ricerca di un padre sconosciuto.

Questa dissenteria dei valori e degli ideali sono il punto focale della psicologia sociale. In uno Stato confessionale guai a parlare di archeologia del sapere, di stratificazione emozionale, di pre Edipo o pre Adamo, di Freud – Lacan, Nietzsche, Ungaretti, Labriola e di extraparlamentari storici come il toscoserrastrettese Domenico Corradino.

Al contrario i detentori delle istituzioni bigotte sociopolitiche giudiziarie ricorrono deontologicamente alla genitorialità al fantasmatico messianesimo. Il danno a livello inconscio è irrimediabile perché presentato sotto forma di castigo di Dio crisi dei valori ed addirittura di peccato, invece di rimuovere il conflitto sociale tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri e con pochi medici senza frontiera; tedofori con la fiaccola dell’indagine biologica. Tutte le carognate sono state condivise da questo regime democratico. È urgente il taglio cesareo per non perdere la pecora e l’agnello. È da qui che nasce la ribellione anarchica e popolare per la lotta armata da analisi pedagogiche per guidare un paese normale e liberarlo dal terrorismo cattolico apostolico sfascista e non leggi e leggine e cretine berluschine e papaline e sinistrine edite a curare con clisteri caldi un anziano ultranovantenne. E con calcolo sbrigativo e speculare, trascurano la crescita sana al bambino abbandonato due volte alla sorte e alle ansie edipiche e segrete angosce.

Attenzione: sto parlando dalla Regione Autonoma più agiata e assurda d’Italia e d’Europa. Concatenata al peccato originale predicato anche dal Cavaliere Berlusconi e amici di merenda come il presunto musulmano e maoista Cardinal Ruini che si meriterebbe impiccato con le budella dei preti assieme al Ministro dopo le manganellate e le teste fasciste degli inermi cittadini della Valle di Susa durante la pacifica protesta contro le priorità del male affare e speculare della TAV. alta velocità. Io c’ero e quella battaglia l’abbiamo vinta entrando a Torino con ottantamila bandiere e altrettanto agguerriti impediremo che attraversino lo stretto di Messina attraverso il ponte immaginato elettorale e speculare. E niente intimidazione da parte delle milizie del Vibonese e del Catanzarese alleate al male affare politico nazionale. Lancinante e doloroso il rapporto tra Autorità -individuo, tra istituzioni e cittadino con assistenza coatta e minimo vitale agli ultrasessantacinquenni. Il mite medico chirurgo e assessore alle politiche sociosanitarie Antonio Fosson della Valle d’Aosta ne sa qualcosa della politica fai da te e del fenomeno mobbing, atti finalizzati alla castrazione mentale e persecutoria a opera del Sistema del governare informe. Il palleggio è finito e anche il terrorismo di stato e religioso, altrimenti è proprio qui che cade il leone e il pecorone italo-valdostano. Con o senza la bomba della logica matematica teatrata per ispirare l’emozione scientifica per fare aumentare l’attenzione del Mulino di Amleto. Attenzione quando si parla di scienza; si parla di verità. Parliamone! E risarcire il dolo o kaputt per ricominciare la diagnosi dalla geologia all’antropologia attraverso l’archeologia scientifica per dimostrare quali rapporti corrono tra verità, emozione e menzogna giornalistica e viene da ricordare che la mafia di montagna valdostana c’era una volta e c’è ancora la mafia. Parole mie, no anzi parole del coraggioso Giudice Mario Vaudano di Torino cacciato e bastonato dalla Confraternita Rossonera locale perchè incorruttibile. E la dice lunga il gemellaggio apostolico Aosta-Reggio Calabria, meta di Sindaco, assessore, prefetto e vescovo. Viatico suppongo collegato al voto di scambio e lupara, ecco il dilemma di certi misteri valdostani che sfuggono al procuratore Capo Maria Del Savio Bonaudo del Tribunale di Aosta. Terra martoriata e saccheggiata da bande al di sopra di ogni sospetto. E la lotta anarchica continua per far luce sull’esplosivo usato al veicolo del Giudice Selis e la dinamica dell’assassinio del Professor Vichi che voleva saper troppo sui misteri locali e poi la misteriosa scomparsa volontaria o involontaria della ragazza vietnamita il giorno di Pasqua del 2000 e il cerchio si allarga col delitto di Cogne a danno del piccolo Samuele. Da responsabilizzare gli obbiettivi sensibili: Sindaci – Assessori – Difensore Civico – Prefetto e La Stampa e avanti Popolo per le conclusioni. Dopo aver colpito i pescecani terrestri con le potenti armi della AMATA SCRITTURA. Io passerò per uno che scrive al vento, altri per il montone che non sa chi è l’antenato dell’agnello.

Il satiro medico dei pazzi e celebre cacciatore di teste e prossimo 007 teatrale immagina il prossimo delitto ma è troppo presto per dirlo ai paladini di corte, Chi pensa male non fa peccato e il più delle volte indovina la miscela usata per i crimini minori. Il movente andrebbe cercato nell’antropologia metodica e caldeggiata dai presunti ignoti-noti. Monito anche a chi maldestramente mi fece licenziare dal lavoro per “giusta causa” dal settore archeologico il 14 settembre 1999, probabilmente perchè scrivevo degli avvenimenti ai giornali e ai magistrati (vedi commissione conciliativa del 14 ottobre del 1999, accomodamenti insindacali e illiberali per il quieto vivere ), altrimenti i simboli del cristianesimo medioevale non avrebbero brillato a danno della civiltà precedente preistorico romantico archeologico scientifico agnostiko e rimescolati dalla truppa del protempore Architetto Renato Perinetti, ex soprintendente adesso in pensione e consulente della ditta Archeos di Monteleone Luigi per dirla tutta con le ruspe per finire di dissacrare quel poco di megalitico rimasto. L’area megalitica di Saint Martin de Corléans e l’acropoli di Vollin ne è un esempio abbandonato al terrorismo dell’edilizia selvaggia e ce n’è da incriminare o ammazzare la Politica del Sindaco Vescovo e Prefetto e assessore penalizzati dall’autogol preelettorale. E la guerra di movimento culturale continua contro i deliberatori di scempi antistorici e peculiari con sede nei meandri del Comune-privata di Aosta Viva.

È urgente una commissione di volonterosi e l’alchimia di un severo avvocato-Magistrato per completare il libro nero e dalle scorie risalire a chi si è venduto la tomba di famiglia per avidità di far soldi e soldoni senza insospettire i preti ed i contribuenti. Siamo a livelli di arrembaggio e di normale patologia surreale. Gli enunciati a verificazioni per induzione logica portano ad altri numerosi fatti e misfatti tragici nell’area archeologica e andiamo per nome sotto il tiro dello stesso killer incontrastato da oltre trent’anni. La mummia stipata nell’ascensore invisibile dell’antico teatro romano ha colpito di nuovo. Faccio per dire finché l’eco dell’urlo insospettisca l’orecchio di un detective o scrittore americano che non sia un romanziere di facciata. Cortigiani alla corte del re come Rosencrantz Guildestern sicari di Amleto e che ne conservano il colore nel guscio della giada come tassello e chiave di scrittura ermetica investigativa pulsionale e vibrante psicoetimologica e lo spessore e l’ampiezza delle forme dell’acqua e dell’ombra nera misurata dalla mente umana ricorrendo alla forma del recipiente e l’ampiezza della fessura senza l’uso del Luminol ma con cognizione risalì alle forme dell’acqua e della luce ad alla sagoma del crimine. Il cane ha conservato l’olfatto per non essere scambiato a un poliziotto senza naso ma con intuito tutto qui il mistero medico-scientifico investigativo e mi spiego meglio.

Non è il suicidio, l’infarto, il tumore che collassano la società ma il sistema, il criterio, la forma e il metodo mobbing da investigare e incriminare e concludo con la giostra della memoria per sublimare la figura di tre eroi del sapere e grandi figure morali accasciati nell’alveo archeologico della Valle felice vedi l’archeologo compagno Prola e lo schianto del compagno Mafrica, uomo delle istituzioni, anche lui con la vita pagò pesci e piatti per tutti i burattinai del potere anarchico e a chiudere il cerchio è stata la mia piccola musa l’archeologa bertinottiana Maria Antonina Cavallaro esattamente la giornata della Memoria 27/28 gennaio 2006.

Una gentil donna perfetta, uno scudo di fiori viventi a Te cari invitarono Rosencrantz e Guildestern a non violare il Tuo silenzio.

L’anestesista conserva lo scontrino, pagato il prezzo della libertà della carriera scientifica da conservare nel cesto asettico della memoria come monito da custodire all’archivio del Museo Archeologico della Valle dei Templi meta assoluta anche da Pirandello.

Valle d’Aosta 28 gennaio 2006.

 

 

BANALE PROVOCAZIONE E TRISTE EPILOGO

Riflessioni sulle problematiche e impiego del Museo Archeologico Regionale Valdostano ridotto a monastero che alberga sassi e i collezionisti di sassi utili per la fionda di Davide. Golia non ci dorma la notte e fa scongiuri sulla sua ludica sorte.

Il fantasma amletico fa ricordare Goethe quando con onesto orgoglio annunciava il suo Faust e il basso profilo dello scrivere quereloso viola la privacy e l’intimità dei misteri valdostani ricompattati dal giudicare superficiale di “Cosa Nostra” accovacciata in distretto di potere e di governo locale. Per l’informazione radiotelescritta è tutto irrilevante, basta restare dipendenti del faraone politico, specie in periodi elettorali ignorando che lo scrivente ne registra la risonanza per un collage noir da consiglio teatrale mondiale focalizzando il vizio endemico del manomettere la bilancia della Giustizia italovaldostana. Vizio cronico come il marcio-marcio cronico di Danimarca, ieri incestuoso oggi blasfemo e caricaturale. Così sta il mondo visto da uno Shakespeare contemporaneo. Malgrado l’utopia e una verità prematura che si fa strada da sola. Il padre di Amleto è stato assassinato da sua moglie e da suo fratello e si sono impossessati del trono di Danimarca. Non solo Amleto, ma un intero paese è stato offeso. Il castello reale di Elsinore si trasforma in uno scenari vulcanico in azione. Il principe insospettito, accelera il pre-testo e con la spada placa oceani in tempesta e cieli spezzati e dai cocci ricompone il vaso del buon recitare mostrandoci il ritratto interiore, scandendo mentalmente la cadenza della coscienza nell’inventiva archeologica per farne teatro melodrammatico frutto del ripetersi ancora adesso di forme e linee arcaiche antropomorfo dell’immaginario che solo la tranquillità di una candela spenta riaccende lo spettrale senso di “to be and not to be”.

Nel sonno Amleto sogna che deve vendicarsi per l’intera storia del suo paese e da qui scaturisce il famoso monologo “essere non essere”.

Una scelta difficile perché Amleto deve uccidere, uccidere un uomo che incarna il Potere. Amleto non è turbato dalla vendetta per riscattare l’archeologia del sapere etimologico scientifico, direi sensibile, e lo fa anche se si tratta di sua zio Re di Danimarca.

Col dinamismo del guardiaparki addestrata a fiondare il re della foresta se pericoloso, come nei cartoni animati di Walt Disney, il re leone precipita nel dirupo per sete di potere da parte del fratello incolpando il cucciolo Amleto due che si adegua questo al potere del monarca dello Zio fregiato a nuovo Re leone rampante nella foresta di uno stato sbrindellato come quello italovaldostano. Attenzione Amleto non ha dubbi, decide e lo fa, vedi “atto III scena I” rapportato ai giorni nostri direi sotto gli occhi della truppa teatrale in scena sulla piattaforma e la Skenè della Saison Culturelle che si autocelebra annualmente come anche la regina delle reines nominata presidente a sedere-a sedere sul trono del vaso di Pandora votata al sacrificio pasquale nella regione stato più piccola della Danimarca.

Il nome del successore si farà in scena aperta qualunque giorno senza tempo in ogni dettaglio creato nel pre-testo obliato dal regime maschilista valdôtain in piena democrazia borghese occidentale. Lascino che il capriolo giri in tondo, e cade male detta ironicamente alla Virginia Woolf. E siamo nel febbraio 2006 nel cuore delle torinesi Olimpiadi Invernali, sulla neve gareggia l’agonismo e lo spettacolo nello spettacolo per placare l’ira terrena della mamma ebrea a cento passi dal 3° Reich dallo sparo a Sarajevo da fare memoria di quello che è accaduto e che non dovrebbe ripetersi nemmeno dopo la tregua olimpica del 2006. ma la diaspora pare accelerare l’apparizione dell’immagine dell’l’immagine dell’anarchico Gaetano Bresci quando a Monza sparò al Re, veramente con criterio sparò al sistema repressivo che ancora adesso rallenta il processo del codice civile. Per questo il museo di Massa Carrara conserva il suo monumento e anche quello di Togliatti. L’azione di singoli e l’atto straordinariamente grande per educare l’uomo del governo lupus. È chiaro che nella vita non basta dormire-sognare-recitare. Tragicamente l’azione di Amleto ha un valore morale e anche quello dell’anarchico Bresci entrambi orgogliosi della loro colpa e se ne parla ancora, il primo disse: “devo essere crudele solo per essere buono”, il secondo dice qualcosa di più profondo di una finzione, rivela la verità dello Status Quo. Tra il caso e la necessità, spara ed uccide il tiranno fatto della stessa pasta del berlusconiano esportatore di democrazia con le armi per contendersi il dominio pubblico e schiavizzare quello che non gli torna. E la lotta continua da 10/20 anni nell’analisi e terapia del vivere civile senza l’abuso di diritto. Oltre la legalità nella logica di tre priorità.

Diritto all’istruzione pubblica per tutti secondo Diritto all’istruzione pubblica per tutti terza Diritto all’istruzione pubblica per tutti. Radicalmente con la rosa nel pugno ci si difende meglio dagli abusi di potere e religiosi.

Testamento epicobiologico, Metateatro, psicodramma o mi manda Picone per esagerato abuso di diritti civili: il potere asburgico, omertoso e criminoso per cautelarsi da eventuali avvisi giudiziari, formalmente ha assunto da dieci anni a questa parte, come guardie del corpo, un centinaio di assistenti sociali, difensore Civico compreso incapaci di placare l’ira pedagogica di Annibale dove l’urlo non fa eco nella valle degli imbroglioni scritti al libro paga del palazzo dei ladri. Surreale, patologico, diventato la sindrome di Stoccolma nel paese di Aosta VIVA – VIVE – morta.

Amen, il dado è tratto amen-tocca a chi tocca – amen chiuso il sipario nel grottesco – e grottesco e Avanti popolo perché la lotta continua con un progetto scassacuori atletico – internazionale, olimpico. La capretta bruca ancora. La Cultura aspetta! La civetta non ne dorme la notte, il corvo gracchia col sasso nel becco e dice: domani piove!

Firmato dal satiro cacciatore di teste Comitato Anarchico Hannibal Lecter Molinaro

12 febbraio 2006

www.annibaleanarchico.it

One thought on “Viviamo in un mondo che non vogliamo

  1. Concettualmente, ГЁ una nozione controproducente—qualcosa che, presa per vero, nega se stessa. Se l’acqua simulata fosse una nozione significativa, di cosa sarebbe fatta? Non di certo di materia reale, perchГ© se cosГ¬ fosse non sarebbe piГ№

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