Virginia, la misura è colma

Se la carne è debole, nemmeno da morti taceremo, e tu lo sai perché. Tra una pantomima e l’altra, solo il poetico resterà immacolato, a compiacimento del traduttore, per svelare il mistero della poesia, forgiata a martellate dai sentimenti già dall’età dell’oro fino ai giorni nostri dell’informatica, tra i tanti comunicati e il teatrino e gli appuntamenti poetici rimembranti il passato remoto di due mestolatori di pratica e grammatica zeppa di assiomi e locuzioni, sostanza necessaria alla libidine dello spirito e della carne. Durante l’attorcigliamento lessicale platonico, poetico, fisico, mentale, il nostro dovere l’abbiamo fatto, la verginità non è un buon investimento, col sudore della fronte l’inferno è assicurato e meritato e non dobbiamo niente a nessuno, nemmeno ai porci con le ali e a quelli con gli occhiali e col telefonino azzurro. La crudeltà e la dolcezza si amalgamano con l’intrusione della luce che riempie la scena nell’antro della sibilla omerica e a briglie sciolte la tonanza dell’eros completa l’opera a velocità supersonica e perfeziona il memoriale genetico nella dimensione oceanica per misurare il giorno dalla notte e il cielo dalla terra.

Il tutto è avvolto dai sette veli della vergine di Boston, che dopo sette anni di prigione la porta del carcere si apre per l’adultera non più vergine, Hester Prynne con un enfant in braccio appena di pochi mesi proprio come la vediamo nel romanzo e nel film “la lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne. La bimba di nome Pearl, una vera perla, quest’elfo figlio del peccato, nell’antro del vecchio presbiterio dove non era concesso amare. L’elfo somiglia a uno splendido fiore armonioso aggrappato al petto della madre, l’adultera condannata e marchiata a portare il timbro della vergogna, la grossa Anarchico scarlatta appiccicata al petto da mostrare a tutti e derisa perché messa alla berlina a rigore di legge nella colonia della Nuova Inghilterra a Boston americana. Da quattro secoli il mondo intero sa della pessima morale dei potenti inglesi colonizzatori del mare e della terra dall’occidente all’estremo oriente, freddi e anglicani ancora adesso. Solo la principessa Diana era dal volto umano: ammazzata anche lei – roba da zuppa inglese. E la dice lunga l’archivio della dogana di Dio tra zio Sam e zio Tom e il Pentagono e le torri symbol, zeppe di esplosivo prima di quell’11 settembre. E i servizi segreti sapevano o non sapevano il giorno e l’ora della prassi e teoria di Babele. L’ira di Dio ha fatto sì che anche Osama Bin Laden rimanesse intrappolato sotto le macerie. Conoscendo l’America e gli americani di Bush, il grande reporter e inviato di guerra Hemingway avrebbe scritto la stessa cosa, come lezione alla collega Oriana Fallaci e al resto del mondo. E mi azzardo al G8 del luglio 2002: se il capitano nero non avesse sparato e ucciso il giovane bianco Giuliani a Genova durante il vertice degli otto grandi, Hemingway avrebbe potuto pensare che le torri del settembre 2001 erano ancora in piedi adesso, come insegna la fisica delle particelle dove il futuro influenza il passato. E chiudo qui prima che la tastiera mi esploda nei denti per rapirmi l’accento acuto.

Lo hanno capito persino i latinoamericani che è l’Europa cattolica e fascistoide che mette zizzania in tutto il mondo. È chiaro che prima o poi i musulmani a questi cristiani guerrafondai intimeranno l’altolà – fermo o sparo. E li inviteranno al confronto e al dialogo. In uno stato confessionale chi decide di moltiplicare l’adulterio è di per sé colpevole, stando alla chiesa del proibizionismo e adulterina che tuttora nega il diritto alla coppia di fatto perché la chiesa è stata sempre la regina delle guerre di religione, della pedofilia e dell’omosessualità. Il rigore paterno e religioso porta a questo, direbbe Pasolini con un genitore militare anche a casa – povera mamma! Freud citerebbe il complesso di Edipo. Nietzsche resta il gigante della montagna. Il mio maestro Giovanni Marino di Serrastretta sessant’anni fa non mi ha insegnato solo le vocali, lo ricordo come il più grande biologo, antifascista e generoso fino all’esaurimento nervoso. L’antifascismo spagnolo con la guida di Luigi Longo, se meno vaticanista l’Europa, Hitler e Mussolini non l’avrebbero spuntata. Mai come adesso è urgente riprendere la lotta e realizzare il socialcomunismo mondiale – Cile Cuba Venezuela Livorno Reggio Emilia Bologna Serrastretta è quello che aspettano. E il resto del mondo non vuole ammettere che il vino si può fare anche dall’uva, o dal riso asiatico senza se e senza ma al di là del cielo resteremo coi piedi per terra perché  solo qui si agisce. Altrimenti esisteranno sempre altre forme di schiavitù delle donne e dei meno abbienti.

Virginia mio elfo virile letterato, grazie di cuore al tuo incitamento a saltare l’ostacolo. Senza le tue staffilate romantiche non avrei mai letto la Lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne. In quanto alla morale che adoro di Stevenson e lo strano caso del dottor Jeckyll e Mister Hyde, l’ho studiato a memoria perché è nutritivo come il pane.

Di nuovo grazie per avermi indirizzato su come trovare il tassello mancante al mosaico per chiudere il cerchio di Annibale, vale a dire chiudere il secondo libro e aprire il terzo libro, con la tua partecipazione se sei consenziente. Tienimi lontano eventuali paparazzi, perché li trovo noiosi e quelli speculativi e fastidiosi li consegnerei ai cacciatori di teste o avvertirei la polizia postale. Col gergo anarchico o la testa o l’onestà intellettuale.

Giuro che appena libero ricambierò la tua visita. A nuoto attraverserò il mediterraneo, sorpasserò le carrette del mare zeppe di anime in fuga da luoghi di guerra e di fame, a zig zag scanso le orche e i pescicani per non fare la fine di Geppetto e Pinocchio, e se sopravvivrò ti raggiungerò tra Ogliastra e la Barbagia, che conosco palmo per palmo a opera dell’allora editore Giangiacomo Feltrinelli, all’epoca dell’arrivo degli americani nella Maddalena. La guerriglia è stata sempre il mal di pancia degli eserciti e io ne sono rimasto appassionato dalla Bolivia alla Palestina, perché un anarchico non conosce barriere. Col mio magnetismo di sempre, dopo l’attraversamento del sesto parallelo, ipnotizzerò il Cerbero a tre teste e il cane di Silvio Berlusconi e ti raggiungerò, ti rapirò, ti artiglierà dal pettoo o il drago dei cavalieri o il cavaliere dei draghi, ti porterà oltre le colonne di Ercole e lì in quel palmo di paradiso toccherai le stelle e quell’agognato “antro blu oltremare”, ti appagherai i sensi in quell’istante. Al tuo cospetto sfiderò a duello i signori della guerra – anche quelli delle tre B, che tu conosci – e se sopravvivrò alle sciabolate prese e date, generosa se mi vuoi bene mi leccherai le ferite prodotte da armi da guerra.

E chiudo così, e apro con i nostri vicini di casa, che vedo tutti i giorni: ultimamente hanno fatto progressi. Alla puledra è cresciuto un bel porro nella pancia a opera di Dany, che porta con orgoglio e non si stanca mai, vedo Ivana e vedo te. Una donna è due volte donna quando ha un bebè e tre volte donna quando diventa nonna. E ricominciano i giorni felici. Tutto qui il desiderio di un guerrigliero quando la continuazione della specie è assicurata dal fronte e di fronte alla realtà, la verità e la dignità di tutti.

Tuo ribelle Hannibal

www.annibaleanarchico.it

A_Anarchico

One thought on “Virginia, la misura è colma

  1. La distribuzione tradizionale degli eserciti di un tempo consisteva nel posizionare la fanteria al centro e la cavalleria in due “ ali ” a fianco. I Romani seguivano questa convenzione abbastanza fedelmente; Terenzio Varrone era a conoscenza del fatto che la fanteria romana era riuscita a penetrare nel centro dell’esercito di Annibale durante la battaglia della Trebbia , e era intenzionato a ripetere questa manovra di attacco frontale al centro impiegando una massa maggiore di legionari.

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