Relazione verticale

Relazione verticale per la stampa diabolica e sindaci e assessori in questione, in atti dialoganti

Altro che fratelli d’Italia e sorelle con lo chador. Siamo vessati dai figli della lupa famelica dantesca in questa colonia penale decantata “valle felice” anche dalle forze armate. Felice sì! Ma per gli scansafatica, i drogati, i giocatori d’azzardo del celebre casinò e anche per i politici che a sentire il compagno Fabio Mussi guadagnano più degli scienziati.

E il verdetto continua, mia dolce signora d’oltremare. Lo scrivente da trent’anni non sta combattendo coi mulini a vento e fuori di ogni schema, ma contro il male del secolo che affligge quelli che col salario non riescono con la spesa ad arrivare alla fine del mese. Precariato a parte c’è anche il mutuo da pagare per l’acquisto della prima casa! Nell’era del benessere e del consumismo libertario.

E non dico degli ultrasessantacinquenni con pensioni sindacali da cinquecentosessanta euro al mese. Una regalia, dicono lor signori, fatta dai nostri vecchi e nuovi amministratori locali e nazionali. Il sottoscritto, dopo avere lavorato una vita per la gloria valdôtaine e sindacalese e per il Vescovo risanandogli orti botanici, archeologici medioevali e preromani, aree sacre e chiese da sconsacrare.

Kafka non mi perdonerebbe il mio inarrestabile nichilismo verbale e il mio anarchismo incompiuto e la mia metamorfosi assistita stile accanimento terapeutico praticato dai peggiori italioti: cardinali, giudici, marescialli in congedo prossimi lavoratori in nero.

Ad Aosta tutto è buono per la truppa depressiva e coercitiva. Correggetemi se sbaglio. E avanti popolo.

Il mite assessore alle politiche sociali, medico, Antonio Fosson, incapace di guarirci dalla vecchiaia. Per il gesto estremo ci penserà lo staff dell’ardito assessore alle risorse naturali dott. Alberto Cerise, reduce da concorsi e graduatorie provvisorie, e ferme ancora da un anno. E non solo: il Caudillo per oltre dieci anni è stato il virgilio cerimoniere e prescelto accompagnatore del Papa polacco e, ti pareva, anche di questo Papa tedesco. Mi è stato riferito che al cospetto dei fedeli durante le miliardarie passeggiate spionistiche, tra senderos luminosos e celestiali scorciatoie alpine, tra alpeggi e raduni di “mucche ballerine”, come il poverello Francesco d’Assisi si bagnavano l’ugola leccando le more – rosse e nere – e le bacche di mirtillo, buone per la vista. Ma non vedevano un cazzo di niente. A dispetto dei settemila disperati e di altrettanti reclami annui fatti all’ormai rassegnata professoressa proponitrice della necessità del difensore civico d’Italia!!! E avanti popolo, per impedire l’agognato ritorno della pelurente famiglia dei Savoia.

Roba da Saison culturelle 2006/07 con lo spettacolo del terrone l’ebreo e lo zingaro. Mancano le anoressiche e le omosessuali, che nessuno vuole sotto il proprio balcone. Più razzismo di così si muore.

La tifoseria di destra e destra estrema reclama i forni crematori tedeschi per i non allineati al nuovo nazifascismo. E di berlusconini ce ne sono uno-cento-mille. E avanti così, largo che passa la plebe. Se necessario ci rivedremo in Siberia. O in Aspromonte. Al punto di allertare l’alternativa, il “terrorismo fisiologico annibaliano” per il prossimo spettacolo culturale e come lezione MORALE all’imperatore di Sarre, sindaco dei sindaci Diego Empereur e all’amico Grimod, sindaco del capoluogo valdostano come persona informata dei fatti. Sotto il segno del leone rampante. Da non dimenticare che la riduzione in schiavitù è deleterio praticarla ancora oggi nel paese dei Papi Re e Regine e di Vittorio Sgarbi e dei Vescovi calabresi. Se non si ravvedono, questi nuovi personaggi in cerca d’autore corrono il rischio di essere sentiti da un tribunale siberiano!
Perché la resistenza interiore va oltre i tempi prestabiliti. Perché nell’arte della scrittura non c’è nulla da capire, da insegnare, da teatrare. C’è solo un bisogno scientifico che sprigiona EMOZIONE.  E l’incanto, che sfocia soprattutto alla poesia. Che è l’essenza di tutte le forme di espressione. Anche a quota quattromila metri di altitudine e dei ghiacciai erosi sotto gli occhi dei geologi.

Aosta, 2 ottobre 2006

http://www.annibaleanarchico.it/

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