27 ottobre 2004. Lottare per vivere, vivere per lottare

Lottare per vivere, vivere per lottare

Ho lottato come un leone e mi apparve l’animale politico che non cercavo, famelico, feroce, burocrate, frustato dalla politica, frustato dal potere e dal lavoro, frustato dalla famiglia.

Un verme insomma, un boccone disgustevole.

Difficile dire chi dei due si impossessase dell’altro per sopravvivere.

Qualità logica e dinamica degli aspetti cognitivi: zero. Poetica e positivismo nemmeno a parlarne. Pragmatismo nel settore della semiotica idem, predicativismo, riesce a contare fino a dieci. Fuorviante, si afferma nel termine neuopsichiatria, ma non toccargli il dominio dell’oro bianco. Cioè le fontine valdôtaines, e questo comportamento lo chiamano cultura, in simbiosi con l’endemia acuta, voluta e cercata dai sostenitorri del potere. Dannosa più dell’aria impoverita. Non si spiega diversamente questa loro giurisdizione concettuale clericale francofona medioevale.

Il silenzio tombale supera il silenzio sepolcrale e che dio gliene renda merito e che se li porta via. L’unica alternativa per riacquistare la musica del corpo in una danza celestiale, teatrale, universale, da imporre a tutte le scuole fino alla maturità assoluta, perché il corpo e lo spirito anche di questo hanno bisogno e non di vessazioni gratuite come di protocollo regionale a opera di una banda di intoccabili a dir loro.

Ma la musica è finita per la mascotta dell’Europa e dell’Italianotta.

Basta con la paura della censura, basta con la paura di perdere il lavoro, la salute, la dignità, l’orgoglio di vivere civile. Rimandare lo stress al mittente, una volta per tutte.

Sette a zero è stata una bella partita, una lezione pedagogica per l’Italia e l’Europa dei venti più cinque. E la lotta continua.

Sarre, 27/10/2004

Annibale Molinaro

annibale.molinaro@tiscali.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AlphaOmega Captcha Historica  –  Whom Do You See?