PERCHE’ TANTO SANGUE A NATALE 2016

Non è scritto nel Corano: chi attenta allo Zar muore! Infatti in Turchia sono morti sparati sia l’attentato sia l’attentatore, per fare contento Babbo Natale e Baffone?

Il mondo è impazzito: a Berlino Est, al mercatino di Natale, qualcosa è andato storto, avrebbe detto lo psichiatra C. Lombroso.

I professoroni quando non sanno dare una risposta, attribuiscono il tutto alla fisionomia dei pazzi. E’ mia impressione che per guarire da certi mali religiosi si ricorre ad un ragazzino tunisino che a 20 anni al ragazzotto a Palermo gli avevano appioppato 4 anni di carcere interamente scontati, e spedito in Germania per una precaria accoglienza.

Cosa vuoi che un ragazzotto a 20 anni sappia del Califfato del terrore, dei Jihadisti e dell’ Italia vista dalla CIA (1948-2004), libro di Maurizio Molinari che a Courmayeur a Ferragosto dopo uno scambio di libri d’autore e una stretta di mano, per il nobile cognome di entrambi. Dedico la macina al Molinari e la farina ai ragazzi d’oltre mare. Per farci perdonare quello che noi occidentali abbiamo fatto prima a loro, senza la pretesa che ci mandino i fiori dopo le scuse all’Italiana. Il Colonnello Gheddafi ce l’ho rinfacciò sempre e non vedemmo l’ora, con i francesi e i cugini americani, di farlo fuori come uno squilibrato.

Ecco perchè si è rotto l’equilibrio del mondo occidentale, e l’asse del perno mediatico che si è spostato nei luoghi sovraffollati – festaioli e consumisti. La pacchia è finita per tutti, “la Dolce Vita” era un’opera di Fellini, ma noi con questi governanti da sballo per quanto costa oggi un funerale, l’igiene, l’istruzione e la salute è un lusso che non possiamo permetterci, nemmeno di morire dignitosamente.Quindi ci attentano tutti i giorni, è ora di attentarne uno anche noi con i proiettili di gomma anche per vedere l’effetto che fa.

Nei primi anni sessanta, finito il militare alla Scuola di Fanteria a Cesano di Roma, dopo parecchie peripezie casualmente venni ingaggiato da una fantomatica Legione Straniera a condizione che venissi paracadutato nella Guiana Francese ai confini con il Venezuela. Tutto programmato e spesato, per tutta risposta al Presidente degli Stati Uniti Kennedy, per aver mandato i primi Marines a combattere nel Vietnam.

Noi delle Brigate Clandestine reggiungemmo la Bolivia per dare man forte ai guerriglieri del Che Guevara. Ci aspettava l’editore Giangiacomo Feltrinelli in tenuta ginnica per non insospettire l’esercito regolare della Lapaz.

Dopo una siringata in infermeria non ricordo più niente e ci avvicinammo al 68 studentesco. Apriti cielo! Le imboscate erano il pane quotidiano, niente pallottole traccianti, solo resistenza per snervare l’esercito filo americano. Non finì come doveva finire, importante parlarne ancora, importante che l’altro ieri a Milano si è inaugurata la Fondazione Mondiale Editoriale Feltrinelli.

La realtà ha superato l’immaginazione di Feltrinelli: vedere a colori una miriade di manifesti politici e socialisti che immagina i lavoratori bolscevichi e il filmato dell’Ottobre Rosso con i grandi della Rivoluzione Sovietica del 1917 al fatidico 2017 con le mezze misure dei governi Berlusconi-Renzi, la vergogna dello Statuto dei lavoratori ridotto a eliminare l’art. 18 e da ristabilire adesso e non domani.

Scrivo questo e altro per dignità pedagogica, perchè non devo niente a Platone. Ho imparato da solo, da Sartre e William Shakespeare che non piacciono agli americani per il timore di ritorsione culturale generale.

Prè Saint Didier, 23 dicembre 2016