PAGINE RIMOSSE DAL VENTO

Pagine rimosse dal vento durante la tempesta! Promemoria

Chez nous “qui da noi” tranne un caso o due che conosco, anche il Re delle acque sostiene che la velocità della luce va misurata solo con il palmo della sua mano, altrimenti stacca la spina della corrente, anche se paghi il dovuto. Ora non è più così, perchè, Sindaco, Questore e Magistrato si sono rotti i coglioni con questi Prefettori religiosi e recidivi. Per il rotto della cuffia anche la Stampa di Torino si è evoluta e finalmente siamo liberi di scegliere tra comunismo o bancarotta per colpa degli imbroglioni libertari, che partecipano al teatro una volta all’anno. Meriterebbero gambizzati sullo zerbino di casa per non farsi chiamare “I Giganti della montagna”. Guerra fredda: un professore di…… disse che sarei diventato uno scrittore mediocre, qualora diplomazie Turche-Cossovare cominciassero in anteprima lo spettacolo mondiale, tra Guerra e Pace e la richiesta di arrestare l’amerikano Henry Kissinger o chi non lo ha arrestato ancora adesso. Altro che il processo di Norimberga. Qui nessuno è fesso. Si apre il sipario! Il meta teatro si attesta sulla scia del tormentone dialettico alla Carmelo Bene e musica ritmica. Tallonare la mamma degli imbecilli non è reato. E dai che è fatta con la teoria praticata dal partigiano Beppe Fenoglio, la ragazza di Bube e “Il ragazzo rosso” Giancarlo Paietta. Per la rifondazione dell’Europa, chiedereste una mano a Fausto Bertinotti? No grazie, troppo tardi, siamo impegnati su un’ altro fronte dell’est asiatico. L’esperienza del DON non vi è bastata, cretini! Sessanta milioni di morti in due forchettate per acchiappare una mosca bianca, e ci riprovano con le frecce atomiche americane. Quali teatri di guerra dei miei stivali, qui si recita a soggetto. Il lavoro dell’attore consiste a far quagliare la scena. Il pensiero dell’attore non quaglia durante la sua ora nella scena, se la scrofa non è castrata, altrimenti la sostanza della scena è mossa dal ciclo mensile per virtù naturale, che spiegherò in un’altra scena se la candela arderà ancora, per questo odio Amleto, durante le reminescenze e il mantra tibetano, deriso dalla corte per la voglia dell’esotico. Consiste, una cesta piena di bergamotto, aranci, mandarini e limoni siculo calabresi per appagare le brame della Regina di Danimarca. Quando bastava che strofinasse con le dita sul cranio un toscano a caso e dal fumo di Londra ricavarne la sostanza per uscire dal vago per entrare nel teatro del mondo, e così avvenne per rimanerci per sempre, con i suoi replicanti accattivanti ancora adesso. Tra una cordata e l’altra; “fischia il vento” a folate dai buchi neri astronomici. Un religioso americano della stirpe quacchera, presunto aspirante alla Casa Bianca , mi scrisse una email e mi da del cretino, perchè a dir suo italianamente “fischia il vento”si scrive, il vento fischia! E già, anche il treno Italia fischiava da Fassoli e del resto d’europa, destinazione Germania-Polonia-Auschwitz. Basta ricordare 300mila bambini deportati e cremati come Anna Frank, e 6 milioni di Ebrei in una botta sola. Zingari-Comunisti-Intellettuali dissidenti piegati alle brame di Hitler. E il gioco in un’altra forma si ripete. Lo aveva fomentato Henry Kissinger con i fratelli musulmani-ISIS-Jihadisti britannici allevati dai servizi segreti angloamericani. La caduta dell’America l’ha solleciterà Henry Kissinger con tre miliardi di bocche in meno da sfamare. L’attuale borghesia spende e spande per tenere alto lo spirito ariano e del Re delle televisioni affinchè la classe operaia filo Coreana non si arrabbi. E da qui, un Nuovo Ordine Mondiale, senza l’uso della bomba atomica. Bastiamo quelli che siamo nelle piazze, armati di idee e telefonino per cominciare la resa dei conti ai pascià delle multinazionali. Il resto, ai nostalgici badogliani berlusconiani glielo reciteranno dallo “SKENE’” le tre streghe shakespiriane.  Questa volta è la forza del Corpo teartale che va verso la foresta di Birnam. Ieri in croazia per genocidio, in diretta televisiva si è suicitato il generale, questo è un vero attore altro che finzioni.

Immaginate se questo accadrebbe stasera e non fra due anni, mi dareste del profeta? Non vorrei fare la fine di Cassandra, con il cavallo di Troia se non indovinassi. Io resto qui, da attore scrittore poeta maledetto, anarchico insurrezionalista e giramondo. Il mio genio sta nell’azione, venderò cara la pelle solo se a scopo teatrale. Vada col mio “Dongiovanni e le sette figlie di Atlante”……… testo integrale da recitare in spiaggia, nelle chiese sconsacrate come “Sorresine”. Anche al teatro Splendor, come no, restaurato archeologicamente sulla mia bara nella componente follia, perchè la scena non diventi banale, il teatro deve lasciare il segno, sennò tanto vale non farlo. Niente archetipi! Sono impegnato a altro genere musicale ritmico. Per ridisegnare le mie affinità senili, non nei geriatri, ma sulle vette più alte di queste belle montagne. Ad alta voce reciterò il Galileo di Brect-Streler, con il pelo sudato come la ragazza di Kioto quanto basta che l’eco si moltiplichi, e dopo giorni e giorni come una pallottola di rimbalzo entrerà nei timpani dei giovani e meno giovani. Che è la competizione che genererà benessere e non la politica e le messe cantate. Se nò anche la pantomima servisse a “organizzare il coraggio” per combattere le mafie; altrimenti ha ragione l’imprenditore edile di Serra San bruno, Pino Masceri che gira L’Italia sotto scorta per dire che si può cambiare, e qui ad Aosta l’ ndrangheta ce l’aveva tutta. Così ha scritto nel libro “Organizzare il coraggio” addirittura, un calabrese, testimone di giustizia, non può più tornare alla sua terra perchè rischia la vita. E’ facile recitare con un teschio in mano quando il cranio non è il tuo, ma è di Falcone, Borsellino, Pio La Torre, Pier Santi Mattarella e di altri mille che somigliano a noi!! Replicanti di giustizia. Aldo Moro e la sua scorta non c’entrano in quest’atto unico, la scena l’ha completarono i Servizi deviati Britannici, perchè Moro in quell’atto, faceva paura all’America! Poveri comunisti, non andremo mai all’inferno e nemmeno in questo Paradiso dei fiscali impenitenti. L’imprenditore Pino Masceri lo ha scritto nel libro: “Io sono la normalità è l’Italia che non è normale”. Infatti, nella zona di Guareschi e Peppone, un fine settimana del 2017 il maresciallo dei Carabinieri Salvatore Farina, sindaco del comune di Saregna e la parmense leghista M. Pia Piroli, in ordine del giorno dopo 80 anni a colpi di maggioranza dichiarano il Comunismo fuori legge. Poverini, si vede che sono nati da uno stupro nazi fascista nei paraggi dei sette fratelli Cervi, sparati dai fascisti, meno uno, per raccontare come tutto avvenne nel casolare di Reggio Emilia durante l’Impero di Mussolini. Da quel 25 Aprile, Benito a Piazzale Loreto paga per tutte le rappresaglie nazi fasciste, e di nuovo i nipoti alzano la coda. Non sono religioso, ma se è vero che Dio perdona coloro che non sanno quello che fanno, lo faccia pure, gliene sono grato. La mia piccina lavora sopra la piste di neve a Val Ferret, al Chateau Branlant Plan Checrouit, speriamo che se la cavi, ma è difficile aggrapparsi ai fili d’erba sulla neve. ATTENZIONE: Internet non scherza, ottima la psicanalisi delle parole. “Verrà il giorno della civetta” come i preti rispondono picche, e la violenza alle donne si dovrebbe alternare alla castrazione chimica degli stupratori.

chi fa teatro è conosciuto dal grande pubblico, non sopporta sentire queste cose, poverini! Non sa nemmeno che “La Dolce Vita” era un film del grande Fellini. Neanche Guido da Verona lo avrebbe dubitato!!

Come la signorina Else, recitato da Paola Corti, è stata venduta per bisogno familiare. Come Elsa ce ne sono a migliaia. Cosa ne sa il solerte pediatra di Sarre? O di Villeneuve? O l’assistente sociale?? Casino, casino, casino. Mamma non vendermi, ma se proprio devi farlo, vendimi lontano da qui, al primo mangiafuoco che trovi. Imparerò, vedrai mamma, da grande ti aiuterò io, ho 10 anni, sono una donna, mi esercito a ballare e cantare da Belamì a Lili Marlene, nelle balere italo tedesche, durante il coprifuoco per allietare gli animi degli stronzi ufficiali che non hanno saputo impedire la terza guerra mondiale.

 

Il Serrastretta di Calabria, il boliviano Annibale Molinaro

Monte Bianco, 01 dicembre 2017

Rifugio www.maisonvieille.com da Giacomo ideatore della festa dell’Unità sulla neve.

Luogo d’infanzia di Erica Frau che vi accoglierebbe con un drink.

www.annibaleanarchico.it

annibale.molinaro@tiscali.it