Annibale, perché scrivi?

Semplice, perché detesto le interviste. Le parole volano ma “scripta manent”.

Scrivere è come condire l’insalata con criterio da far piacere anche al Gigante più alto d’Europa: il sommo poeta Bianco – italo francese, visitato ieri dalla figlia di Ernesto Che Guevara e trapassato con il tunnel per comunicare con altre rocce di sale a impulsi diretti con altri pianeti ancora sconosciuti. Incontaminati dalle patristiche pantomine di Tommaso Moro e altri simili a Erasmo. La scienza utopica non mente. Se siamo arrivati a tanto aiuto utile ai bisogni dell’uomo primitivo, tra un’utopia e l’altra, dopo la Luna, i mangiabambini punteranno a esplorare i sentieri tracciati dalle capre sul pianeta Marte con l’astrofisica canadese Martha Lenio, prima donna al comando di una spedizione spaziale con tre uomini ed altre due donne entro tre lustri. La Chiesa fa le boccacce alla Scienza, all’ingegneria genetica, al preservativo, alle pillole del giorno dopo e ai bambini che amano più i cartoni animati che i bulli compagnetti di scuola. Dunque siamo arrivati al punto che la Terra può fare a meno dell’uomo macchiato del peccato originale. Anche la donna esausta dai compiti assegnati a tradimento adesso si dissocia e vivaddio può fare a meno dell’uomo falso e cortese. Ma non rinuncia ad un compagno fedele, sano di mente, pulito e bello come Narciso Labbra d’oro, sportivo e con il cervello capace di autoriprodursi le proteine, immune dalle malattie e dalla morte precoce e senza timori religiosi. La donna non l’ha creata nessuno, forse il diavolo viperino, poiché può farsi un compagno convivente a sua immagine e somiglianza e può farsi i figli da sola come all’origine della genesi. Insomma un modo differente di amare, di fare figli e di fare teatro. Uno spettacolo da meravigliare tutti quelli che verranno al teatro del mondo della favole e dei balocchi cari a Pinocchio di Collodi. Tutto qui.

Innesto: iniettata la sostanza vitale, Pinocchio si rianima per induzione e fa tutte quelle prestazioni che faceva suo nonno americano, perché il papà non lo ha mai avuto il burattino Pinocchio. Riuscito l’inciucio al laboratorio il resto à bassa letteratura!

Diogene butta la classica lanterna, un silenzio eloquente lo appaga, come se tornasse da un luogo sbagliato. Tentennando parla bleso. Tira in porta e fa gol e nel folclore del terzo millenium, Diogene presenta l’uomo che da mille anni aveva cercato, vestito con tuta da astronauta e di ritorno dallo spazio immenso, disegnata la mappa dell’universo “M. Hack”, per raccontare del PROSSIMO FUTURO – pausa tecnica psicologica calcolata: niente inganni, niente stereotipi, niente soprattasse. Zero spese militari all’estero.

Fine primo atto – applausi – luci in sala – fischi – musica – sipario.

Anarchicoda veni’ la Notte del Giudizio Anarchiconarchico formAnarchicole. Lo hanno scritto due premi Nobel: Dario Fo e il tedesco Gunther Grass: “Non c’è letteratura se non è sovversiva”. Quindi la critica è importante al teatro mondo; qualcosa bisogna fare con il criterio sistematico Stanislaslavij per continuare con sentimento irrazionale a recitare brani di facile ascolto altrimenti l’elettroencefalogramma rincoglionisce e si fa fritto.

E LA LOTTA CONTINUA o non c’è più niente da fare!!! In questa terra di nessuno. Giaculatoria… tra il sipario e lo Skené c’è il vuoto da colmare per arrivare al pubblico meraviglioso, venuti da lontano per vedersi e sentirsi dentro lo spettacolo della vita irripetibile. E all’attore distratto sembra che il cielo gli mangi la camicia al momento clou alla fine ce la fa: sdoppiandosi ma ce l’ha fatta: ascoltatemi tutti: io non ho mai offeso la mamma di nessuno! Addio Francesco – ascoltami figliolo mio: forse Dio esiste: hai detto forse? Bella rivelazione, allora vaffanculo, anzi no, arrivederci Signor Godot.

Hannibal – 3 marzo – Sarre provincia di Carema – Italy

Annibale.molinaro@tiscali.it

 

 

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