8 Maggio Festa della Mamma

Mimose per la Festa della Mamma, per chi ce l’ha il Papà e la Mamma che li accompagnava al “pedalò scolastico” due-tre volte al giorno senza mai fermarsi, senza mai stancarsi per accudire all’azienda familiare che non decolla in tempo di crisi economica, decennale, coordinata e studiata a tavolino dai Faraoni sapientoni monetari, per tornaconti elettorali.

 

Per risolvere il problema Casa –  Scuola – Lavoro – Sanità – Giustizia, basterebbe rovesciare il tavolo nell’esatto crocevia metropolitano e direzionare le sedie nelle teste degli affaristi opportunisti e patrocinatori di “Cosa Nostra” e praticare la castrazione chimica ai violentatori di donne e bambini.

 

Questo, i maiali non lo hanno scritto nei Vangeli, che per debellare la schiavitù, le mafie e camorria varia basterebbe dare carta bianca a Special Polizia Pakistana, da Londra a Palermo e da Barcellona a Malta, e l’Europa dei popoli federati è fatta.

 

Durante i concerti del Primo Maggio 2017 in poi con l’audacia degli operatori della Banca del tempo, rivoluzione già in atto nei più sperduti paesi alpini.

Baratto sperimentato dalle mucche: tu mi dai l’erba e io ti do il latte, la carne e il vitello. Tu fai la pentola e io ti faccio il coperchio e il trivello, pronti all’uso e al mercato del tempo narrato, altrimenti il terrorismo agnostico ci ricorderà Parigi, Tunisi, Belgio e i grattacieli americani.

 

Il terrorismo è conseguente alla borghesia capitalista di allora e di adesso che ci rifilarono due-tre guerre mondiali per inculcare la Via Crucis e i Vangeli di Giovanni, Pietro e di Matteo Renzi, fulcro di un Dio di carne alla Sarkosy Carla Bruni e Casa Pound.

Al capolinea si cambia perchè il bacillo dell’odio la borghesia lo iniettò alla fioritura del vulnus giovanile, quindi, il bruco ha bucato il frutto dall’interno della buccia per volare indenne sopra le teste bloccate.

 

In questa democrazia di palazzinari, gli arruolati hanno raccolto le firme per il ritorno di Alberto Sordi, Il Federale, ve lo ricordate? O non eravate ancora nati? Se siete buonisti o pigri, ci penserà l’estrema destra a ricordarvelo. Noi restiamo Comunisti alla Berlinguer con l’apoteosi di Natalia Ginzburg, il resto, NON POSSIAMO SAPERLO.

 

Abbiamo letto molti libri perchè qualche scervellato li ha scritti per cambiare il mondo in meglio. E’ ora di scriverne qualcuno anche noi, perchè al di là del baratro lo spettacolo è grandioso e bellissimo non solo per i bambini senza protezione perchè il papà è in cielo che li guarda sorridente.

I bambini si sanno difendere da soli come si difendono i fiori del bosco degli urogalli se gli adulti non li azzoppino per intimidire il genitore inadempiente a tassazioni burocratiche assurde. Quindi appello anche ai cuccioli Fraus della chioccia protettiva della Brigata Sassari che ancheggiano avanti e indietro a 6, 12 e 18 anni per aiutare la mamma depressa e incompresa ma forte per non farsi distruggere da patologie psico fisiche assai diffuse anche in Valle d’Aosta per fare contorno al cretinismo alpino.

 

La macchina dei rotocalchi è in moto, sull’argomento ci torneranno sociologi, psichiatri e antropologi scienziati, fra dieci anni dopo il telegiornale. Quindi le Autorità territoriali, Sindaci in particolare, hanno tutto il tempo di fare prosciugare l’acqua della diga di Place Moulin prima della tracimazione come nel Vajont, causa neve. Può succedere per complicare l’almanacco GIUDIZIARIO e della Protezione Civile di quest’isola felice.

 

CIACK SI GIRA

Comitato I.S.I.S. Cittadini di Sarre, Strada Statale 26 contro le competenze a incompetenti.

Rimuovere d’ufficio i culi seduti paranoici che passeranno in rassegna come le capre di Vittorio Sgarbi.

 

Buona notte a domani, la poesia a Rebecca e Nike, Bandierarossa.

 

Consiglio teatrale Jean Genet sillabario della strada statale 26, Saro o sarà Sarre fossa comune per cani – principi Norvegesi? Danesi!.

 

Difficile dirlo, lasciare, o tornare alla Guaira da militare o a la Paz dal comandante Che Guevara o vado a Ramengo a Capoterra.

 

Ciao Turin, vado all’Inferno a recitare Ulisse.

 

Silenzio! Vado a dormire in un cantuccio in Crimea con la poesia sotto le ascelle; psicoanalisi a folate muove le foglie e le tende dell’impossibile.

Rugiada in Crimea, ciliegia a Mosca e Badessa.

Nike di Samotrace a Lesbo accarezza in viso e solletica per farmi sorridere.

 

Hannibal – esercizio d’arte.-! Al Consiglio Teatrale Mondiale.

 

Atto solitario a Caracas Venezuela- vedersi – luogo chiuso – rincarnarsi – sostanza – cenere al vento

 

a presto Hannibal Lecter Molinaro

 

Valle d’Aosta 8 Maggio 2016 Hannibal Lecter

annibale.molinaro@tiscali.it