Le 7 figlie di Atlante e Pleione

Ci sono momenti in cui per portare il cappello devi avere la testa firmata, le gambe per ballare, le braccia per comunicare e gli occhi per essere guardato con gli occhi della mente. Tra uno sbadiglio antropologico e l’altro mi sono letto il Corano e una decina di Bibbie: quella egizia e a seguire l’ebrea, la giudaica, la cristiana, l’araba, la giordana: bugiardo se è vero. Perché la Bibbia di Shakespeare basta e avanza per tutta l’umanità emancipata e ve lo dimostrano stasera le sette sorelle suburbe di Lemno di Grecia che, abbandonate da Enea, si comportano come le Baccanti greciane.

Recitare è bello ma tentare di scrivere per teatranti minori è l’opera più ardua che si possa immaginare: è come mescolare colori, suoni, sapori, gioie, sentimenti e dolori per disegnare parole fonetiche nella stessa ciotola e da questo zabaione ricavi gli elementi necessari per il buon recitare!!! Il resto lo completa la natura che non mente mai!!!

Crescendo migliori nell’arco di un graduale tramonto. Infatti questo scrittorello adesso è perché prima non mi interessava, fino ai sessant’anni si è ancora acerbi chè si è geni noti. Queste sottigliezze servono all’attore per quando gli suda il pelo come il Satiro lanciato al centro dell’attenzione: scusate se è poco!

Dopo Achille Campanile, Annibale pensando all’asino d’oro di Apuleio a alle mie recensori ne improvviso la sostanza reminescente necessaria agli allievi del 2°-3° corso di recitazione. Volendo funziona anche come saggio di fine anno scolastico.

N.B.: questo testo è uno dei miei rari scarabocchi da teatrare. Vediamo se funziona. Ah, scusate, dimenticavo l’impostazione sperimentale. Il pezzo duro viene dopo, condito di applausi, fischi, critiche, urli, autografi – sipario – brindisi a fine scena.

Atto unico – scena 1^

Al centro scena il Casanova del terzo millennio, sportivo, mimo monumento: scena muta per tutta la durata della prima scena.

Entrano le Baccanti di primo pelo, furiose e sanguigne.

Girotondo ondeggiante, urli di gioia e di conquista.

Stop si cambia:

spalle al pubblico (solo in casi classici) come sipario, mani sulla nuca del compagno di scena.

Improvvisare balletto russo maschile di vittoria.

Piedi nudi, gonna nera a telini appena sopra il ginocchio, mutande viola: angolo specchi vigliacchetto di riflesso per le più viperine…

Alè si cambia.

Ballo grecanico attorno al Zorba e al grosso cuscino con sopra metro da sarto e 12 grosse matite (commemorative alla satira), taccuino o lavagna magnetica per annotare taglia e dettagli e difetti del Sangiovanni…

Rimescolare la scena e ricrearla all’istante. Operazione sensibile per risalire al peso forma del nuovo Dongiovanni. Prove sciolte del teatro nel teatro. Pausa tecnica. Maliziosa parte per attore solo in un periodo telematico-futurista.

Banale la nostalgia del Casanova stesso.

Non cavia ma degno di tutta la fase creativa dell’aspirante attore – pensando al teatro di Macario, Totò, Eleonora Duse, K. Stanislavskij, Amleto.

Scrivo questo perché negli anni novanta mi hanno diplomato per anzianità esagerata.

Sotto le torture – Duit, Skené a opera del Teatro delle Dieci di Torino con i registi Massimo Scaglione, Silvia De Rossi e le furibonde Sorelle suburbe, con Valeriano e Paola Corti.

Dopo la vendemmia, il pezzo tosto per le nuove matricole viene adesso (con qualche arrangiamento di impostazione). Segue invito carino, femminile, a salire sul palco-scena come testimoni oculari. Non si sa mai, può capitare, purché accada qualcosa di inaspettato, gli Attori sono loro, alla scoperta del nuovo pianeta, calpestato dalle capre Hatch.

Tutto dipende dalla potenza di un povero idiota che racconta fesserie, che a tempo perso dà confetti ai porci durante il crepuscolo degli Dei. Buio in sala.

Scena seconda

Parla il Casanova al centro scena:

Luogo chiuso! (pausa) Sono solo! (pausa) Nessuno mi sente, nessuno mi vede, nessuno mi porta via da qui! (luci, tuoni, lampi).

E impazzano le Baccanti agitando le gonne.

“Se ben siam donne paure non abbiamo: qui la merce: ehi, bell’uomo, possiamo vedere la tua roba?”

“Sono a vostra disposizione, fate pure come foste a casa vostra!”

Pausa danzata a piedi nudi come la Salomè svolazza sulle uova di pesci da fare svolazzare pure l’uccello di fuoco.

Le 7 sorelle vogliono vederci chiaro, senza dogmi, e rovistano con l’aiuto della luce del telefonino alzandogli l’elastico della tuta del Sangiovanni.

“Guao, guau, senza questa roba saremmo tutti morti!”

“Grande”

“Glande si dice, cicciolina”.

Il punto pedagogico in scena ha valore per la particolare flessione di voce; e divertente anche carina con la forza del parlare tonale.

Hannibal critico ti ascolta seduto nell’ultima fila e se sei pronto vai dove ti porta la voce del cuore. Il Pianeta teatro è tutto un sentire dentro.

A rigore scientifico segue manoscritto scena finale originale a scopo teatrale, se richiesto da scuole di recitazione serie come approccio al mondo dello spettacolo.

Annibale Molinaro – Aosta Torino 8 marzo femminile 2015

Annibale.molinaro@tiscali.it

Le 7 figlie di Atlante e Pleione – Ultima scena

Entrano in scena indifferenti e precise, rigorose e velate, volendo anche con il costume da bagno viola in mano, prova di maturità sessuale.

Come andare in un congresso carnale per dare e ricevere godimento dal nuovo Casanova superdotato come Hannibal. Da che mondo è mondo il miglior modo per comunicare con l’altro è l’orgasmo reciproco. Chiuso il discorso intellettuale corrente.

Il genio di Hannibal sta all’azione solo a scopo teatrale. Per il resto ci pensa l’Ufficio Stampa. Un vero trattato socio-pedagogico che va oltre il gioco de “Il Signore degli anelli”.

Il Signore degli anelli

La luminosità provvede al fascino scenico (sex appeal), come dare lezione di libertà spirituale, da fare emozionare più lo spettatore che l’attore che oltre a vedere vuole capire il dramma del tenore castrato.

L’insuccesso scenico mi ha dato la forza stimolante di lottare e di scrivere di teatro dell’Assurdo, malgrado le mie scarse nozioni scolastiche, superate da colpi di ariete spettacolari da teatro sperimentale mondiale, percepita solo dal teatro Teresa Carreño di Caracas-Venezuela, durante un appassionato scambio di idee e modi nuovi di fare teatro generazionale internatico e di scegliere ambo i sessi il proprio agire naturale.

Occuparsi di benessere sessuale, se fatto con passione, fa star bene e si profuma di zagara, sembra non solo ma è un eterno fiorire e fruttare in ogni stagione come il limone e il mandarancio.

Testo improvvisato a sangue freddo e quello che resta degli 8 personaggi. Originale scritto a mano dalla dattilografa Rita sotto dettatura di Hannibal: tanto per cambiare stile.

Le 7 figlie di Atlante e Pleione

Sipario quasi trasparente. Ombre, luci, lampi, stelle cadenti. Proiezione video registrata per tutta la nottata, danza infernale, sabba capronico, rumore, urli di gioia e buongiorno si è fatta mattina. Applausi – Brindisi.

Spettacolo da fare dappertutto, al campo sportivo, in spiaggia, nelle chiese sconsacrate, possibilmente alle quattro di mattina del sabato sera.

8 marzo 2015

Annibale Molinaro