LUPO DI MARE

Lupo di mare dove sei finito? Ciao ti aspetto.

Chi l’avrebbe detto che Annibale delle Alpi, da guerriero latino americano diventa un appassionato dello sport fluviale chiamato Rafting, lungo le rapidi della Dora Baltea, dal Monte Bianco alla Serra Morenica d’Ivrea, la bella, e oltre il delta del Po.

Teatro degli insetti d’acqua dolce e dei pirati e delle Valchirie del teatro Santa Clara de Cuba. Tutto avviene in un circuito limitato, dall’ex Mille Miglia alla scuola di tennis, e all’ombra del megagalattico Hotel du Nord, c’è il fortino del “Pirata di Sarre”. Sembra un Ranch americano, anzi, una nave arenata ad una spanna della Dora Baltea. Tre sale, due forni a legna, un patio attrezzato funge da guardaroba per eventuali appassionati di Rafting. Merito dell’arte grafica, se della milanese Giovanna, facendo impresa, ha ingegnato un richiamo turistico e musicale sportivo Valdostano apprezzabile.

Mi viene in mente la storia dei pirati raccontati da Emilio Salgari, e c’è di più. All’ingresso laterale sull’ aiuola c’è il forziere originale dei pirati, amati e assoldati dalla Regina d’Inghilterra.

Bello quando il raccontare può indurre al sorriso per effetti speciali, per proteggere la vergine della pagoda. Durante il silenzio delle cicale, con la graficona Giovanna mangiamo uva e cerasa a cavallo di uno squalo ad un palmo dalla Dora, e ce la tiriamo all’insaputa degli editori. Diverso era il caso di Salgari e il suo Sandokan, all’apice del successo letterario. Noi siamo i replicanti, venimu da luntanu per raccontare come tutto avvenne nella piattaforma del Castello di Elsinor; il marcio-il marcio di Danimarca pregiudica il mio scrivere quereloso. E’ come ferirsi da soli, lanciando il boomerang, ma io lo faccio, lo faccio lo stesso, perchè sono Annibale e vengo da Serrastretta-Dalida. A dispetto della Scala; a Milano frequento il Museo Feltrinelli editore, perchè sono rimasto Che Guevara. Il futuro è adesso, e non voglio perdermi lo spettacolo della commedia umana.

Il bello della comunicazione è quando il messaggio ricevuto è stato capito e recepito dal ricevente, specie quando si tratta di una storia raccontata da un povero idiota, oggi ci si mette in rete per rinnovare la dialettica del buon recitare, ogni qualvolta che la vedova con figli minori si arrampica sui vetri per sopravvivere alle tasse esagerate.

Scrivo per restare Antigone, e per non perdere la cittadinanza come i Jihadisti nativi in un luogo con il doppio passaporto Britannico. La Patria è dove uno sta bene e in pace, e senza siringate parrocchiali e partitiche, altrimenti la Folgore fa giustizia sommaria. In un paese normale, non si può continuare a restare stranieri in Patria. Fate voi che sapete, altrimenti kaputt in scena aperta. Così va il Mondo Shakespeariano. Dopo l’udienza questo copione diventa la norma.

Annibale Molinaro

20 Settembre 2018 – strada Statale 26, Sarre n.8,  Campo da Tennis / Squash

www.annibaleanarchico.it– annibale.molinaro@tiscali.it