CHI SIAMO E CHI SONO GLI ALTRI

CHI SIAMO E CHI SONO GLI ALTRI

Mia Madre sapeva appena leggere e scrivere, e faceva figli a catena. Mio Padre agricoltore e allevatore, di conseguenza si intendeva di veterinaria e di bambini, e li curava con le erbe officinali: petali di fiori e bacche amare. Arancio amaro, aveva basilico, belladonna, bergamotto, borragine, camomilla, canfore, cannella, cedro, cicoria, cipolla digitale, dulcamaro, erisimo o erba dei cantanti, felce-maschio, garofano dei poeti.

Mia Nonna della stirpe Gallo aveva avuto una ventina di figli. Mia Mamma più modesta dieci, io ero il penultimo di dieci figli, due erano caduti in battaglia tra la Spagnola e la pandemia diciamo Coronavirus.

Il distacco tra la vita e la morte prematura fu talmente forte, che stagliò un pezzo di prato attorno all’aia e lo seminò di garofani dei poeti e una miriade di “non ti scordar di me”. A primavera li guardava fioriti, con la canocchia in mano. Nel 1945 avevo appena cinque anni e tre mesi; e mi vide strappare questi microscopici fiorellini; mi riprese, e mi disse di non farlo mai più: hai strappato i capelli ai tuoi fratellini; posò la canocchia davanti ai miei piedi e sparì. Ho impiegato ottant’anni per capire quel gesto e il significato di quei fiorellini più azzurri che indaco, non più grandi di un chicco di grano, e vivacissimi per afferrare il primo sole primaverile. E si ripetono tutti gli anni per ricordarci tutti i nostri ieri.

Dopo cinquant’anni tornò dal Venezuela e dopo un po’ morì tra le mie braccia con il becedario, pardon, con l’erbolario in mano. Come l’attore; raramente muore in scena aperta, applaudito dal suo pubblico numeroso, un brevissimo segnale radio raggiungeva la Terra e mi ricordò l’Amleto recitato a Courmayeur dal capo redattore de La Stampa, Enrico Martinet durante le montagne in movimento. Come  il 25 aprile da narrare la RESISTENZA contro il nuovo nazifascismo senza preamboli e senza visionari di Santi alla Conte due e il Mattarella del mottarello monarchico, tra Repubblica Italiana e Repubblica di Salò: ogni anno la stesa rappresaglia del sangue dei vinti. Ora basta!! O si spara, o questi governanti caga sotto ci spingeranno in un vicolo cieco, e ci scuoieranno vivi sopra la pietra delle anime pagane, zona cusino di Decollatura e al cospetto della redazione Rubettino ci daranno da mangiare ai porci nel rudere convento di Corazzo, come hanno sempre fatto a Rinabianca, dall’unità d’Italia ai giorni nostri. Questo salasso lo ha creato la capa, Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, nel ventilare che gli anziani debbano restare in casa fino a Natale. Questo ci basta per riorganizzare i nuovi Partigiani per la seconda RESISTENZA contro il rigurgito del nuovo nazifascismo! Liberarsi delle zavorre inutili del politichese e schierare le truppe nei quattro angoli della Terra.

Prima che questo 25 Aprile sia l’ultimo ad essere commemorato dagli antifascisti.

Annibale Molinaro – Strada Statale 26 – Monte Bianco – valle d’Aosta

24 Aprile 2020

www.annibaleanarchico.it

annibale.molinaro@tiscali.it